California: nei negozi solo cani e gatti da rifugi

California: nei negozi solo cani e gatti da rifugi

Fonte immagine: M_a_y_a via Shutterstock

Entra in vigore in California il divieto di vendere, all'interno dei negozi di animali, esemplari che non provengano da rifugi o canili.

Da qualche giorno i negozi di animali della California non possono più vendere esemplari provenienti dagli allevamenti, ma solo da canili, gattili e altri rifugi. È infatti entrato in vigore il Pet Rescue and Adoption Act, approvato nel 2017 al fine di proteggere i quadrupedi d’affezione dagli allevamenti intensivi, le cosiddette “puppy mills”.

Il provvedimento, come già anticipato, è noto già da tempo: nel 2017 il governatore Jerry Brown ha firmato una legge per impedire la rivendita in negozio di cani, gatti e conigli provenienti da allevamenti, privilegiando invece il canale dei rifugi. La normativa mira a ridurre innanzitutto i fenomeni del randagismo e dell’abbandono, offrendo più chances ad animali in difficoltà di trovare una casa, e tenda di chiudere il mercato alle “puppy mills”, delle strutture dove i quadrupedi sono costretti a riprodursi continuamente per esaudire la domanda di cuccioli.

La misura prende esempio dalla città di Los Angeles che, a partire dal 2012, ha impedito ai negozi di animali di vendere esemplari provenienti dagli allevamenti. I trasgressori rischiano 500 dollari di multa per ogni quadrupede dalla provenienza illecita e, non ultimo, ogni negozio dovrà dotarsi di certificazioni per attestare il recupero dei cuccioli da apposite strutture.

Ogni negozio dovrà conservare una documentazione sufficiente per ognuno dei cani, gatti o conigli presenti. Inoltre, bisognerà appendere un cartello in uno spazio visibile vicino alla gabbia o allo spazio dedicato all’animale, con riportato il nome dell’ente da cui il cane, il gatto o il coniglio è stato ottenuto.

La nuova legge non vieta però l’esistenza di allevamenti privati, ad esempio per chi volesse adottare un cane o un gatto di razza, ma gli allevatori dovranno sottoporsi a controlli e verifiche di conformità, allo scopo di ottenere specifiche certificazioni che confermino l’assenza di maltrattamenti. La novità è stata accolta di buon grado dagli appassionati di animali a stelle e strisce, i quali ora sperano lo stesso provvedimento venga esteso a tutti gli Stati Uniti.

Fonte: CNN

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