Caffè in gravidanza aumenta i rischi per la vita del feto?

Caffè in gravidanza aumenta i rischi per la vita del feto?

Fonte immagine: iStock

Per le future mamme assumere caffeina può aumentare i rischi per il nascituro secondo alcuni esperti: quanto è sicuro il caffè in gravidanza?

Potrebbe bastare anche solo un caffè al giorno in gravidanza per incrementare il rischio di dare alla luce un bambino già senza vita. Questo è quanto indica uno studio guidato dal Professor Alexander Heazell, direttore del Tommy’s Maternal and Fetal Health Research Centre della Manchester University.

Secondo il gruppo di ricercatori bastano 100 mg di caffeina al giorno per incrementare del 27% il rischio di partorire feti senza vita. Si tratta di un quantitativo di poco superiore a quello presente in una tazzina di caffè (85 mg per un espresso medio al bar). Le indicazioni sono state ottenute analizzando i profili di 1000 donne in gravidanza, delle quali 290 hanno dato alla luce bambini non più vitali.

Secondo lo studio tali conseguenze potrebbero essere legate all’assorbimento della caffeina da parte dei feti, che si tradurrebbe in un loro battito accelerato. Inoltre gli esperti britannici sostengono che la stessa sostanza restringerebbe i vasi placentari e quindi l’apporto di ossigeno dalla madre al bambino.

Caffè, quanto è alto il rischio per il bambino?

Il Professor Heazell ha voluto tuttavia contenere possibili allarmismi, sottolineando come una sporadica tazzina di caffè non sia da demonizzare:

Si tratta di un rischio relativamente basso, quindi le persone non dovrebbero preoccuparsi troppo di una tazzina occasionale di caffè. Tuttavia il nostro studio ha riscontrato che se quotidiano anche un relativamente basso consumo di caffeina è collegato a un maggiore rischio di partorire neonati senza vita.

Caffeina in gravidanza, c’è una soglia sicura?

La definizione di soglia sicura per quanto riguarda la caffeina in gravidanza è tutt’altro che un punto fermo nel panorama scientifico. La NHS (l’ente per la salute britannico) sostiene che sia tollerabile un consumo giornaliero fino a 200 mg.

D’altro avviso sono sia gli autori dello studio sopracitato che i ricercatori della Reykjavik University, in Islanda. Questi ultimi sostengono che non vi sia alcuna soglia sicura quando si parla di caffè in gravidanza, ma che anche a bassi dosaggi influirebbe negativamente sul buon esito della gestazione.

Il suggerimento in questo caso è quello di seguire il principio di precauzione, riducendo sensibilmente o se possibile eliminando la caffeina dalla propria dieta. Un’idea potrebbe ad esempio essere quella di passare dal caffè al tè come bevanda per la colazione. Prima di procedere in qualsiasi direzione si consiglia di contattare il proprio ginecologo e seguire le indicazioni da lui fornite, segnalandogli qualsiasi dubbio o necessità.

Fonte: Daily Mail

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