Caffè aiuto naturale contro l’obesità, ecco perché

Caffè aiuto naturale contro l’obesità, ecco perché

Fonte immagine: Pixabay

Secondo uno studio dell'Università di Nottingham la caffeina stimolerebbe l'azione del grasso bruno, in grado di generare calore e bruciare calorie.

Una tazza di caffè potrebbe aiutare a combattere l’obesità e il diabete, stimolando l’azione del cosiddetto “grasso bruno”. Lo rivela un nuovo studio, pionieristico, dell’Università di Nottingham, pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Secondo gli scienziati una tazza della celebre bevanda calda sarebbe in grado di sollecitare il tessuto adiposo bruno, uno dei due tipi di grasso presenti negli esseri umani, che assolve al compito di generare calore corporeo bruciando le calorie. Inizialmente attribuito soltanto ai bambini e ai mammiferi in letargo, il “grasso bruno” è presente anche negli adulti e si ritrova in grandi quantità nelle persone magre. Come ha spiegato Michael Symonds, che ha co-diretto lo studio:

Il grasso bruno agisce in modo diverso dagli altri grassi del corpo e produce calore bruciando zucchero e grassi, spesso in risposta al freddo. Aumentare la sua attività migliora il controllo degli zuccheri e migliora il livello dei lipidi nel sangue. Mentre le calorie in eccesso bruciate aiutano a perdere peso.

Vista la sua natura gli studiosi di Nottingham si sono quindi interrogati su come stimolarlo adeguatamente dall’esterno. Per valutare gli effetti della caffeina sul grasso bruno il team ha inizialmente proceduto con una serie di studi sulle cellule staminali. Una volta trovata la giusta dose di caffeina per la stimolazione, l’ha quindi testata su nove volontari sani, somministrando caffè istantaneo a partecipanti con età media di 27 anni.

La valutazione degli effetti del caffè sul grasso bruno è stata portata avanti con la tecnica dell’imaging termico. Già in precedenza gli studiosi avevano scoperto che questo tessuto si trova principalmente nella regione del collo. Stimolandolo con la caffeina hanno quindi esaminato la sua capacità di produrre calore. I risultati sono stati positivi, come ha spiegato ancora il dott. Symonds:

Ora dobbiamo accertare se sia la caffeina ad agire come stimolo o se c’è un altro componente che aiuti nell’attivazione del grasso bruno. Attualmente stiamo esaminando gli integratori di caffeina, per verificare se l’effetto sia simile.

Se la caffeina fosse davvero responsabile di questa stimolazione, conclude lo scienziato, il caffè potrebbe essere utilizzato in un regime di gestione del peso e per regolare il glucosio nel sangue aiutando a prevenire il diabete di tipo 2:

Le potenziali implicazioni dei nostri risultati sono piuttosto grandi, poiché l’obesità è una delle principali preoccupazioni per la salute della società e abbiamo anche una crescente epidemia di diabete. Il grasso bruno potrebbe potenzialmente essere parte della soluzione per affrontarli.

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