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Caccia: reato non dare il colpo di grazia all’animale ferito

Caccia: reato non dare il colpo di grazia all’animale ferito

Fonte immagine: Unsplash

Caccia, reato non infliggere il colpo di grazia a un animale sofferente: è quanto emerge da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

Nuova sentenza sulla caccia: è reato non dare il colpo di grazia all’animale morente, dopo averlo colpito con un’arma. È quanto riporta Il Sole 24 Ore nel pubblicare l’ultima decisione della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul ricorso di due cacciatori. Evitare inutili sofferenze agli animali è necessario per non imbattersi nel reato di maltrattamento.

Per la Corte, l’uccisione degli animali a scopo venatorio deve avvenire senza procurare inutili sofferenze: la morte deve essere indotta nel modo più rapido e meno crudele possibile.

Caccia: la sentenza della Cassazione

Così come specifica sempre Il Sole 24 Ore, il caso riguarda l’uccisione di un capriolo a scopo venatorio. Un esemplare sarebbe stato caricato nel cassone di una vettura, ancora in vita ma ferito, per poi spirare all’interno dello stesso baule.

Due cacciatori avevano sparato a tre caprioli, per poi caricarli sul cassone del loro mezzo. Uno di questi pare non fosse ancora deceduto e sarebbe venuto a mancare “dopo essere stato sottoposto a sevizie insopportabili per le sue caratteristiche etologiche“. La Corte d’Appello aveva deciso di emettere una sentenza di condanna a quattro mesi di reclusione, secondo l’articolo 544-ter del Codice Penale. La coppia aveva però deciso di fare ricorso.

La Cassazione ha tuttavia confermato la precedente sentenza, rilevando l’assenza di azioni che avrebbero potuto evitare inutile dolore al capriolo, “conseguente alla mancata uccisione con un colpo di grazia che, se prontamente intervenuto, avrebbe impedito ulteriori sofferenze all’animale“.

Uccisione rapida e senza crudeltà

Anche quando permessa dalla legge – come appunto nel caso della caccia, in presenza di un pericolo imminente o del rischio di danni alle persone e ai beni – l’uccisione degli animali deve sempre avvenire in modo rapido e senza crudeltà. Questo principio, come ricorda Il Sole 24 Ore, vale per tutte le attività in cui sono coinvolti animali, dallo studio a scopo scientifico fino alla macellazione per ragioni alimentari, passando per gli spettacoli d’intrattenimento.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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