Caccia in deroga: dall’UE un miliardo di multa per il Veneto

Caccia in deroga: dall’UE un miliardo di multa per il Veneto

Scaduto l'ultimatum da parte dell'Unione Europea sul provvedimento di caccia in deroga della Regione Veneto. Per l'Italia multa da un miliardo

L’ultimatum di Bruxelles è scaduto lo scorso 24 dicembre senza che giungesse alcuna comunicazione in merito da parte della Regione Veneto. In arrivo quindi le sanzioni promesse dall’Unione per la concessione di caccia in deroga di alcune specie tutelate da una specifica normativa UE, la cosiddetta “Direttiva Uccelli”.

La maxi sanzione chiesta dall’Unione Europea secondo L’Espresso è pari a un miliardo di euro. Nessun commento riguardo un possibile dietro front è però arrivato dagli uffici del governatore Luca Zaia e degli assessori competenti. Uno di questi ultimi, Daniele Stival, avrebbe al contrario difeso il provvedimento in un’intervista ai giornali locali, affermando come un documento in favore della caccia in deroga avrebbe ricevuto l’appoggio del ministro dell’Ambiente Corrado Clini e sarebbe stato inviato a Bruxelles.

Scettico da questo punto di vista Andrea Zanoni, deputato europeo IDV, poco propenso a credere alla possibilità di un appoggio da parte di Corrado Clini, pur assicurato da Stival:

Ritengo inverosimile un simile atto da parte del ministero anche perché il Governo è ben consapevole che il Veneto è la causa di queste nuove procedure di infrazione da parte della Commissione Europea e non ha certo intenzione di rischiare di pagare multe miliardarie in periodo di vacche magre.


Molto critico Zanoni sulla linea di ferma opposizione tenuta da Zaia e dalla sua Giunta, che espone non solo lo Stato a sanzioni europee, ma che incentiva un sistema di caccia contrario al rispetto delle regole:

Se dovessero arrivare queste sanzioni – rassicura Zanoni – scriverò alla Corte dei Conti per chiedere che questo danno erariale ricada su Stilal, Zaia e la sua Giunta e non su tutti i cittadini del Veneto, essendoci anche una legge dello Stato che prevede che in caso di tali violazioni lo Stato si possa rivalere sulle Regioni. Zaia e Stival stanno legittimando il bracconaggio.

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