Buste di plastica: Unionplast ricorre al Tar

Buste di plastica: Unionplast ricorre al Tar

Non solo commenti positivi ha suscitato il bando dei sacchetti di plastica. Oltre al plauso delle associazioni ambientaliste, per esempio di Legambiente, l’abbandono delle buste di polipropilene sta scatenando animate proteste dall’industria della plastica. Unionplastica, oltre a lamentarsi della scelta del governo, ha deciso di andare oltre, ricorrendo al Tar del Lazio affinché la legge […]

Non solo commenti positivi ha suscitato il bando dei sacchetti di plastica. Oltre al plauso delle associazioni ambientaliste, per esempio di Legambiente, l’abbandono delle buste di polipropilene sta scatenando animate proteste dall’industria della plastica.

Unionplastica, oltre a lamentarsi della scelta del governo, ha deciso di andare oltre, ricorrendo al Tar del Lazio affinché la legge venga abrogata o rivista completamente. Stando a quanto dichiarato da Angelo Bonsignori, direttore dell’associazione che rappresenta i produttori di shopper, la legge:

“È un pasticcio che ha tanto di ideologico e poco di ambientalista. Il settore sta soffrendo: dei 4 mila dipendenti ben due terzi sono entrati in cassa integrazione, contratti di solidarietà e ferie forzate”.

Un danno economico notevole insomma ma non solo. Per l’Italia, sempre stando a quanto detto da Bonsignori, si rischierebbe addirittura l’intervento della Commissione Europea, in quanto la legge anti-shopper potrebbe essere in contrasto con la direttiva europea sugli imballaggi.

Si tratta, senza dubbio, di una critica “di parte” nel caso di Unionplastica ma a quanto pare condivisa anche dalla grande distribuzione che contesta la tempistica dell’entrata in vigore e la poca concertazione tra le parti. L’ipotesi che si profila, anche secondo le associazioni ambientaliste, è che la Commissione Europea possa obbligare l’Italia a una marcia indietro sugli shopper di plastica.

Che però le buste di plastica siano uno strumento obsoleto e dannoso, soprattutto in un contesto di abuso come l’attuale, resta una verità difficile da negare. Voi che ne pensate?

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