Bromelina (ananas): cos’è, proprietà e usi, le cure

Bromelina (ananas): cos’è, proprietà e usi, le cure

Fonte immagine: Pixabay

La bromelina è un principio attivo contenuto nell'ananas, noto per i suoi effetti sulla salute: ecco proprietà, usi e cure principali.

L’ananas è universalmente riconosciuto non solo come un frutto fresco, gustoso e dissetante, ma anche come un valido alleato per la salute. Sono infatti ben note le sue capacità astringenti e antinfiammatorie, tanto da essere considerato un alleato utile nel controllo del peso, nel trattamento delle infezioni alle vie urinarie, per la gestione della pressione e molto altro ancora. Gran parte di queste peculiarità sono determinate da un singolare principio attivo, proprio abbondante all’interno del frutto: la bromelina. Di cosa si tratta, quali sono le sue proprietà e gli usi più diffusi?

Naturalmente, prima di cominciare, vale la pena sottolineare come l’assunzione di ananas non possa considerarsi un’alternativa alle cure farmacologiche proposte dal proprio medico curante. Ancora, il ricorso al frutto o agli estratti di bromelina potrebbe non essere indicato in presenza di alcune condizioni di salute pregresse. Di seguito, alcune informazioni utili.

Bromelina: cosa è

Ananas

Così come già accennato, la bromelina è una sostanza che si trova in abbondanza nel frutto e nelle parti verdi dell’Ananas comosus: il comune ananas. Nel dettaglio, si tratta di un gruppo di enzimi proteolitici, cioè in grado di degradare alcune proteine in amminoacidi utili per l’organismo.

Comune a tutti i rappresentanti della famiglia delle Bromeliaceae, in natura la bromelina vede proprio nell’ananas il suo frutto d’elezione. È decisamente abbondante nel succo e nella polpa, ma è presenta in quantità interessanti anche nel gambo e in alcune delle parti aeree delle piante. Questo enzima è disponibile in natura in diverse tipologie, tuttavia molto simili fra loro e dall’azione praticamente sovrapponibile.

Estratta naturalmente o di sintesi, la bromelina è impiegata per molti scopi umani. In ambito medico e fitoterapico, ad esempio, è scelta come soluzione per il trattamento di alcune problematiche comuni e non eccessivamente gravi, date le capacità antinfiammatorie, digerenti, antidolorifiche, astringenti e diuretiche. Tuttavia, l’enzima ha trovato vasta applicazione anche in altri ambiti, come nell’industria alimentare per ammorbidire le carni in scatola, per chiarificare la birra, per la preparazione e la conservazione di alimenti precotti e molto altro ancora. Può essere assunta semplicemente consumando la polpa e il frutto dell’ananas o, ancora, tramite appositi integratori in vendita sia in farmacia che nelle principali erboristerie.

Proprietà, usi e controindicazioni

Ananas

La bromelina è da diversi decenni nota per le sue utili proprietà sull’organismo. Innanzitutto, all’enzima è riconosciuto un potere antinfiammatorio, utile in caso di infezioni, in particolare delle vie urinarie. L’assunzione può aiutare il rafforzamento del sistema immunitario, affinché sia più efficace e scattante nel combattere gli agenti esterni, nonché per riportare alla normalità tessuti arrossati e infiammati. Ancora, è noto il suo potere astringente, poiché combatte la ritenzione idrica, riducendo il gonfiore e migliorando le funzionalità dell’apparato urinario.

Il principio attivo è conosciuto anche per la sua azione sul sistema circolatorio, perché è in grado di favorire la normale regolazione della pressione sanguigna e una migliore fluidificazione del sangue, grazie alla sua azione antitrombotica. Ancora, la bromelina aiuta la digestione e l’assorbimento di alcuni principi nutritivi, limita le infiammazioni dei tessuti sia interni che sulla cute esterna, incentiva l’eliminazione della cellulite e manifesta una blanda capacità antidolorifica.

L’assunzione di bromelina in grandi quantità, sia tramite frutto che approfittando degli integratori da banco, può avere però importanti controindicazioni. Non è infatti indicata per i soggetti noti per la loro allergia al frutto così come durante la gravidanza o l’allattamento. Ancora, può interagire con alcune classi di antibiotici – come le l’amoxicillina e le tetracicline – nonché alterare il trattamento con anticoagulanti e antiaggreganti. Per questa ragione, prima di assumere autonomamente il principio attivo, è indispensabile vagliarne l’eventualità in concerto con il medico curante. Quest’ultimo valuterà le condizioni di salute generali del paziente, la presenza di eventuali allergie, le dosi quotidiane da assumere e la possibile incompatibilità con malattie oppure altri trattamenti già in corso.

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