Brindisi amaro per le colline del Prosecco, patrimonio dell’Umanità

Brindisi amaro per le colline del Prosecco, patrimonio dell’Umanità

Fonte immagine: iStock

Le Colline del Prosecco sono state dichiarate patrimonio dell'Umanità dall'Unesco ma questo territorio soffre di grossi problemi ambientali.

L’Italia brinda alle colline del Prosecco, ora iscritte alla lista dei patrimoni dell’Umanità. Riconosciuto il valore unico di Conegliano e Valdobbiadene; questo ha decretato il World Heritage Commettee a Baku in Azerbaijan, la rappresentanza dell’Unesco di 21 Stati che hanno il compito di esaminare le candidature per l’importante riconoscimento.

Apparentemente sembra essere una bella notizia, come si è letto dai tweet soddisfatti di governatori e politici o nelle dichiarazioni entusiastiche dei produttori e degli estimatori della bollicina.

C’è chi però non applaude. Non sorridono i bambini di Valdobbiadene che dopo la scuola hanno l’obbligo di stare chiusi in casa con le finestre ben serrate, durante i tanti periodi di irroramento dei pesticidi sui vigneti, che oltre a divorare i suoli delle monoculture viticole appestano l’aria nei giardini privati e nei parchi pubblici.

Non battono le mani gli abitanti di via Borgo Villa, a Cappella Maggiore, dove c’è quasi un malato per casa con patologie gravi come linfoma non Hodgkin, cancro al sistema linfatico, tumore intestinale, o continui corse al Pronto Soccorso per malesseri debilitanti, vertigini e perdita di conoscenza.

Non esultano tutte e quaranta le realtà ecologiste (Pesticides Action Network – PAN Italia, Marcia Stop pesticidi, Colli Puri, Legambiente, etc.) che in passato hanno contribuito a bloccare la candidatura consegnando all’Unesco la documentazione sugli effetti sanitari e ambientali dei fitofarmaci sparati sui campi del prosecco che avvelenamento terra, aria e acqua, fauna, flora, adulti e bambini.

Il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, a commento della notizia ha posto l’attenzione sullo splendore delle colline, ma anche sulla riconversione a una produzione senza pesticidi: “con questa decisione l’Unesco ha riconosciuto come il territorio veneto di Conegliano e Valdobbiadene sia un superlativo della bellezza, una eccellenza mondiale, il risultato di una felice interazione tra natura e uomo, tramandata da generazione in generazione nel corso dei secoli, il cui paesaggio è caratterizzato da una scenografia mozzafiato. L’iscrizione delle colline del Prosecco nella Lista dei patrimoni dell’umanità impone, ora, una maggiore responsabilità nella gestione del territorio: adesso che le luci del mondo si sono accese su questa zona, e che tutto il mondo ci guarda e ci guarderà nei prossimi anni, è fondamentale che tutti gli attori istituzionali aumentino l’impegno per la tutela dell’ecosistema e della biodiversità trasformando questa zona in un esempio di sostenibilità libero dai pesticidi. Noi faremo la nostra parte”.

Nel “Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2018”, l’Ispra infatti ha rilevato che il territorio con la situazione più preoccupante in Italia rispetto all’abuso di fitofarmaci è proprio il Veneto, con 11,7 chilogrammi di pesticidi per ettaro di superficie agricola utilizzata. Un livello altissimo rispetto alla media nazionale di 4,9 chilogrammi, tanto che l’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, ha reso disponibile sul sito “Il Manuale per difendersi dai pesticidi, redatto da comitati e associazioni ambientaliste.

Gioire quindi per questa onorificenza dell’Unesco? Non era forse meglio premiare territori che rigettano la concorrenza sleale del chimico velenoso che trasforma la terra in uno sterile asfalto a favore di una più ben etica agricoltura naturale?

C’è un’Italia infatti che con passione produce vino naturale, biologico, biodinamico. Che con fatica lotta contro la scomparsa della biodiversità, rigenerando la terra; è l’Italia indignata da questa decisione.

Ma è anche quella che non si abbatte, che ha fiducia nelle scelte di consumo che ognuno di noi può fare, contribuendo a sostenere e diffondere modelli di produzione alimentare sostenibili e rispettosi degli ecosistemi.

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