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Bracconieri minacciano il paradiso degli elefanti in Botswana

Bracconieri minacciano il paradiso degli elefanti in Botswana

Fonte immagine: Pixabay

Il bracconaggio sta minacciando gli elefanti del Botswana, un tempo considerato un vero e proprio paradiso per i grandi pachidermi africani.

Il bracconaggio di elefanti è in diminuzione in Africa, così come confermato da una ricerca pubblicata pochi giorni fa, eppure questi animali sono ancora sotto la costante minaccia dell’uomo. È quanto rivelano i dati preoccupanti provenienti dal Botswana, un tempo un vero e proprio paradiso per i grandi pachidermi, dove l’azione dei cacciatori di frodo si sta purtroppo intensificando.

Così come già accennato, il Botswana è stata a lungo considerato un vero e proprio paradiso per gli elefanti. Grazie ai rigidi controlli, e alle severe leggi per la tutela di questi esemplari, la nazione ha visto livelli di bracconaggio sembra abbastanza ridotti. Tanto che, come dimostrato da alcune indagini condotte negli ultimi anni, i pachidermi hanno incominciato spontaneamente a raggiungere le aree verdi del Paese dalle nazioni limitrofe.

Uno studio condotto da Elephants Without Borders, tuttavia, dimostra come negli ultimi mesi la caccia di frodo verso questi elefanti, per recuperarne il prezioso avorio, sia purtroppo in crescita. Secondo gli esperti, un simile incremento potrebbe essere conseguenza della recente decisione, da parte del governo centrale, di rimuovere i limiti sulla “trophy hunting”, data proprio la presenza eccessiva di elefanti nel Paese.

Il Botswana conta su una popolazione di 130.000 esemplari, almeno 385 sono stati uccisi da bracconieri nel periodo compreso tra il luglio del 2017 e la fine del 2018. Un incremento, rispetto ai dati disponibili tra il 2014 e il 2017, di ben sei volte. La popolazione rimane comunque stabile, ma ora si teme che la cifra possa aumentare sensibilmente nei prossimi mesi, a causa della riduzione della deterrenza della legge. Non è però tutto, poiché pare che i metodi seguiti dai bracconieri siano anche sempre più cruenti: le indagini condotte sulle ultime carcasse rinvenute, infatti, mostrano un incremento di esemplari decapitati prima della rimozione delle zanne.

Fonte: The Columbian

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