Bracconaggio: cervo nobile muore nel bolognese

Bracconaggio: cervo nobile muore nel bolognese

Un cervo nobile è morto nel bolognese a causa di una trappola lasciata da dei bracconieri. Arrestate due persone e sequestrati "lacci" e carne di cervo surgelata.

Il bracconaggio è una delle pratiche più dannose e meno rispettose nei confronti di quel patrimonio inestimabile che è la biodiversità. Di oggi è la notizia della morte di un cervo nobile adulto a causa di un “laccio” lasciato proprio da dei bracconieri nelle campagne bolognesi.

L’animale è rimasto ore a tentare di svincolarsi. I suoi movimenti hanno pure attratto l’alano di un’abitazione vicina, che avvicinandosi incuriosito ha peggiorato le condizioni di agitazione dell’ungulato. Questo fino a quando un cacciatore dell’Urca (Unione Regionale Cacciatori Appennino) si è reso conto di quanto stava succedendo ed ha prima dato l’allarme e poi liberato – a rischio della propria incolumità – il povero cervo.

Ma era troppo tardi: l’animale si è accasciato dopo pochi passi. Secondo il referto medico, la morte è accorsa a causa dell’eccessivo sforzo del cuore durante le ore di cattività:

Sfiancamento cardiaco imponente e arterie coronariche fortemente dilatate

L’unica consolazione che gli animalisti possono trovare in questa storia è il fatto che la polizia aprendo delle indagini ha iniziato a trovare varie trappole sparse fra casolari e campagne. Infine, è giunta a confiscare tutto il materiale, comprese delle munizioni illegali e della carne di cervo surgelata, ed ad arrestare due persone. Non è escluso, però, che ci siano altri complici in giro.

I cervi dell’Appennino possono stare un po’ più tranquilli.

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