Botti di Capodanno: cresce il numero dei comuni che li vietano

Botti di Capodanno: cresce il numero dei comuni che li vietano

Cresce il numero di Comuni italiani che vieta i "botti" di Capodanno. Fuochi d'artificio proibiti anche a Milano, Torino, Palermo, Venezia e Bari

Cresce sempre più il numero dei Comuni italiani che dice “No” ai botti di Capodanno. Al lungo elenco di città contrarie all’utilizzo dei rumorosi fuochi pirotecnici si aggiunge anche Milano, alle prese con livelli di polveri sottili sempre più elevati. Molti però scelgono di tirare un po’ la cinghia per rinfrancare le casse comunali e soprattutto di salvaguardare finalmente il benessere e la salute degli animali.

Non solo Milano tra i grandi centri che vietano l’uso dei “botti”, ma anche Torino, Palermo, Bari e Venezia. Nell’elenco anche altri “nomi eccellenti” come Siena, Modena (divieto limitato al centro storico), Pesaro (dove si rischierà una sanzione di 150 euro) e Asti (che prevede multe dai 25 ai 500 euro). Altri Comuni hanno scelto invece una via di mezzo limitando la possibilità di esplodere fuochi pirotecnici solo nelle fasce orarie stabilite. A Belluno ad esempio i botti di Capodanno saranno “legali” solo dalle 23:45 del 31 dicembre alle 00:45 del 1 gennaio.

Scelta differente per Napoli, dove il sindaco Luigi De Magistris mette al bando i fuochi illegali, ma contente l’impiego di quelli permessi dalle normali leggi in materia. La scelta è così motivata dallo stesso primo cittadino partenopeo:

Napoli è la città anche dei fuochi legali. Infatti a Castel dell’Ovo, alle 2 di notte di Capodanno, ci sarà uno spettacolo di fuochi pirotecnici assolutamente legali e sicuri.

Si registrano intanto le prime vittime di questo nuovo Capodanno. Un bambino di 11 anni nel brindisino ha raccolto un petardo inesploso tentando successivamente di riaccenderlo. A causa delle ferite riportate al bimbo sono state parzialmente amputate due dita di una mano.

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