Bonus Bici: solo fattura o anche scontrino per gli incentivi?

Bonus Bici: solo fattura o anche scontrino per gli incentivi?

Prosegue il dibattito intorno al Bonus Bici, presentazione delle richieste in bilico tra obbligo di fattura e ricorso allo scontrino semplice.

Proseguono le incertezze intorno al Bonus Bici 2020. Dopo l’iniziale ipotesi di ricorso unico alla fattura per l’inoltro delle richieste di incentivo, si sta facendo strada l’ipotesi di utilizzo dello scontrino semplice. Una proposta avanzata dal Ministero dei Trasporti, che segue l’iniziale apertura all’interno del Governo per il cosiddetto scontrino “parlante” (con indicazione del codice fiscale dell’utente).

Al momento Ministero dell’Ambiente e Ministero dei Trasporti sono al lavoro per trovare un punto di contatto. Il primo aveva indicato nelle scorse settimane la sola fattura come strumento valido per richiedere gli incentivi, mentre il secondo ha proposto un allargamento del quadro.

Procedendo per gradi. Dalla sola fattura il Ministero dell’Ambiente aveva aperto alla possibilità di presentare uno scontrino parlante per l’accesso agli incentivi. Il Ministero dei Trasporti ha bloccato il decreto attuativo chiedendo che si possa richiedere il Bonus Bici anche con lo scontrino semplice.

L’applicazione dello scontrino semplice viene rifiutata dal Ministero dell’Ambiente, secondo il quale aprirebbe la porta a possibili abusi e verrebbe meno la possibilità di verifica diretta dei requisiti per l’accesso agli incentivi. L’avvio della piattaforma Web per la richiesta del Bonus Bici è stato rinviato, in attesa che vengano sciolti gli ultimi nodi relativi alla presentazione delle domande.

Bonus Bici, come funziona

Il Bonus Bici permetterà di acquistare una bicicletta, un monopattino, anche elettrici, e mezzi della micromobilità (segway, hoverboard ecc.). Previsto un rimborso di massimo 500 euro, da erogare come segue. Nella prima fase, pre-avvio della piattaforma Web, il cittadino si vedrà rimborsato il 60% della spesa sostenuta (con tetto massimo 500 euro). Nella Fase 2 l’utente pagherà soltanto il 40%, mentre il negoziante riceverà il rimborso del 60%.

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