Birra, caffè e marijuana in cambio di plastica e mozziconi

Birra, caffè e marijuana in cambio di plastica e mozziconi

Fonte immagine: iStock

Raccolta rifiuti in cambio di birra, caffè o marijuana, ecco le soluzioni più curiose contro l'inquinamento da plastica e mozziconi di sigaretta.

Riciclare i rifiuti conviene e può portare inattesi vantaggi. Grazie ad alcune curiose iniziative che stanno nascendo in giro per il mondo, dove in cambio di plastica e mozziconi di sigaretta è possibile ricevere in omaggio una birra, un caffè e, laddove tale pratica risulta in qualche modo legale, persino della marijuana.

A ciascun Paese la sua usanza e i suoi vantaggi. In Italia è già attivo in alcuni spiagge l’iniziativa che vede possibile scambiare mozziconi di sigaretta raccolti tra la sabbia con un caffè. Un’operazione che vedeva protagonista alcuni anni fa il locale storico Gambrinus e che ora sembra sia stata rilanciata nel Cilento, dove alcuni gestori di stabilimenti balneari sono stati convinti dal titolare della torrefazione CaffèCilento a offrire un espresso in cambio di una busta di rifiuti raccolti tra la sabbia.

Dalla Liguria arriva invece una trovata che molto ha in comune con la Spagna, dove è già presente da tempo (lanciata dal Tibu-Ron Castelldefels, un bar di Barcellona). Alcuni locali di Bordighera (fra i primi ad aderire lo stabilimento balneare/ristorante Amarea, il bar Hakuna Matata e il bar Eclisse) offriranno una birra omaggio in cambio di un bicchiere colmo di mozziconi di sigaretta.

In Giamaica è stato lanciato il progetto che vede come premio per la raccolta dei rifiuti uno spinello realizzato con “pura marijuana“. L’idea è del 33enne tedesco Marian Erbach, che ha deciso di contrastare l’ondata di rifiuti in plastica che sta infestando la zona di Port Antonio stimolando la coscienza ambientalista e non degli ospiti del vicino Germaican-Hostel.

Una proposta che qualche critica legale l’ha scatenata, ma respinta al mittente dal giovane tedesco, che sostiene come si tratti di un “semplice scambio” e non di vendita. Inoltre manterrebbe in maniera accurata il quantitativo disponibile al di sotto dei 56 spinelli (equivalenti a 56 grammi, il limite entro il quale non si rischia l’arresto in quanto ritenuto “a uso personale”). Una scelta che ha alla base anche un intento provocatorio, allo scopo di attirare l’attenzione sull’inquinamento da plastica degli oceani.

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