Biomasse legnose, ENEA: inquinanti e pericolose per la salute

Biomasse legnose, ENEA: inquinanti e pericolose per la salute

Fonte immagine: William Warby

L'ENEA evidenzia l'impatto ambientale e sanitario della combustione di biomasse legnose per il riscaldamento domestico.

Un’analisi dell’ENEA ha evidenziato i rischi per la salute e l’ambiente derivanti dalla combustione di biomasse legnose negli impianti di riscaldamento domestici. La ricerca, dal titolo “Gli impatti energetici e ambientali dei combustibili nel settore residenziale”, è stata presentata ieri a Roma nel corso di un convegno organizzato da Assogasliquidi e Anigas.

Secondo gli esperti le biomasse legnose avrebbero un impatto ambientale e sanitario alto a causa delle emissioni di particolato, ossidi di azoto e composti organici volatili. Il PM 2.5 è uno dei più pericolosi per la salute perché riesce a penetrare facilmente nell’organismo attraverso le vie respiratorie superiori, aumentando il rischio di tumori e malattie respiratorie.

Le associazioni dei produttori di gas naturale hanno commentato i risultati dello studio dell’ENEA invocando regole più rigide per limitare le emissioni di polveri sottili delle biomasse legnose. Assogasliquidi e Anigas chiedono inoltre una rimodulazione degli incentivi che tenga conto dei rischi del particolato per la salute pubblica.

Secondo le proiezioni dell’ENEA la riduzione delle emissioni inquinanti derivante dall’adozione di tecnologie più efficienti e sostenibili nel settore industriale e automotive potrebbe essere compromessa dall’incremento dell’uso delle biomasse nel settore residenziale.

Dall’analisi dei ricercatori dell’ENEA emerge che le biomasse sono responsabili di oltre il 99% delle emissioni di particolato del settore civile. Per gli analisti incentivare ulteriormente l’uso delle biomasse per il riscaldamento domestico potrebbe vanificare gli sforzi per la riduzione degli inquinanti compiuti in altri settori.

La diffusione massiccia delle biomasse nel settore residenziale potrebbe inoltre aumentare i decessi per inquinamento da particolato, stimati dal Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute in 30 mila all’anno.

Le aree più a rischio sono la Pianura Padana, Roma e Napoli, dove il particolato sfora la soglia di 10 ug/m3. Assogasliquidi e Anigas chiedono al Governo di tenere conto dello studio dell’ENEA e delle valutazioni di rischio del Ministero della Salute imponendo anche al settore delle biomasse l’adozione di tecnologie a basse emissioni. I camini aperti e chiusi dovrebbero essere sostituiti con impianti efficienti a gas o impianti di riscaldamento che sfruttino altre fonti rinnovabili.

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