Cibo biologico: un italiano su due ingannato da etichette false

Cibo biologico: un italiano su due ingannato da etichette false

Sventata una maxi truffa sulle etichette BIO, la Coldiretti lancia l'allarme: quasi un italiano su due sarebbe ingannato da prodotti bio contraffatti.

Ci va giù pesante la Coldiretti. D’altronde, quasi, un italiano su due, tra quelli che acquistano prodotti biologici, viene ingannato da etichette false. A scoprirlo è stata un’indagine della della Guardia di Finanza di Cagliari, che ha fatto scattare dei provvedimenti disciplinari contro i membri di una società che forniva certificazioni BIO senza i dovuti controlli.

>>Crollo dei consumi in Italia: scopri perché resistono solo i prodotti BIO

L’Italia è ormai il quarto Paese europeo per quanto riguarda il comparto biologico, settore che nonostante la crisi ha mantenuto un buon livello di crescita. Per questo il danno creato non attiene solo ai clienti ingannati, ma colpisce migliaia aziende oneste, la cui credibilità è stata minata. Il giro di denaro, attorno alle certificazioni false rende bene l’idea: 135 milioni di euro.

Secondo la Coldiretti:

Una truffa che colpisce un mercato che ha registrato un aumento record dei consumi del 7,3 per cento nel 2012 e che tra esportazioni e consumi interni sviluppa un giro d’affari complessivo stimato pari a circa 3 miliardi di euro.

>>Ecco come in Italia il settore biologico sopravvive alla crisi

D’altra parte, dopo tali fatti risulta piuttosto difficile continuare a fidarsi. Per questo, la stessa associazione finisce per consigliare ai clienti di prodotti BIO di evitare l’acquisto via supermercato o comunque tramite distribuzione tradizionale:

l consiglio della Coldiretti è quello di acquistare i prodotti biologici direttamente nelle aziende, nelle botteghe e nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica che garantiscono l’origine nazionale degli alimenti in vendita.

Una soluzione che se da un lato pone come obiettivo la richiesta di leggi più stringenti sull’etichettatura BIO, dall’altra rischia di danneggiare molti produttori. Ma è difficile, in questo momento, comprendere quale comportamento possa essere il più adatto alla situazione.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

SANA 2016: intervista a Lucio Cavazzoni – Alce Nero