Bio-plastica naturale prodotta dall’olio di frittura

Bio-plastica naturale prodotta dall’olio di frittura

Fonte immagine: Pixabay

Un team italiano scopre che è possibile usare rifiuti come l'olio di frittura per produrre bio-plastica naturale, dunque biologica e biodegradabile al 100%.

È possibile utilizzare rifiuti come l’olio di frittura per produrre Minerv-PHAs, ovvero plastica naturale biologica e biodegradabile al 100%. È quanto annunciato da Bio-on, team tutto italiano, che dopo due anni di ricerca è giunto a una scoperta probabilmente rivoluzionaria.

Vi sono enormi quantità di rifiuti del genere. Soprattutto in mercati come gli Stati Uniti e l’Asia, dove il consumo di cibi fritti è davvero elevato e la quantità di olio esausto di frittura supera un miliardo di litri al giorno: riuscire a trasformare un prodotto di scarto come questo, che deve essere smaltito e trattato con costi elevati (anche per l’ambiente), in una materia prima per produrre plastica biologica e biodegradabile rappresenta un grosso passo in avanti, per la produzione e per l’ambiente soprattutto.

L’olio di frittura esausto viene aggiunto alle materie prime già utilizzate per produrre bioplastiche Bio-on (melassa di barbabietola e canna da zucchero, rifiuti di frutta e patate, carboidrati in generale e glicerolo grezzo), ma per la prima volta la fonte di carbonio che alimenta il processo di produzione del biopolimero è di natura lipidica. Grazie a un sistema di trattamento preventivo per l’olio esausto di frittura la bioplastica prodotta ha le stesse caratteristiche di quella generata da altri scarti o altri sotto prodotti agroindustriali.

Rende noto il team italiano che rispetto alle plastiche tradizionali le bioplastiche sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili e non competono con le filiere alimentari, ma offrono possibilità di applicazione anche in settori laddove la plastica tradizionale non viene utilizzata.

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