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Bio-etanolo, dall’OGM arriva la promessa di una nuova generazione

Bio-etanolo, dall’OGM arriva la promessa di una nuova generazione

Studi di ingegneria genetica aprono la strada ai biocarburanti 2.0, una nuova generazione di benzina rinnovabile prodotta da OGM

La produzione di bio-carburanti è una delle grandi scommesse della presidenza Obama. Studi recenti dimostrano, però, come il livello tecnologico raggiunto dagli USA non sia sufficiente a garantire i risultati prefissati. Questo perché la fermentazione di cereali o canne da zucchero per ottenere etanolo passa sempre e comunque da un elemento “naturale”: i lieviti.

Proprio sulla naturalità di questi batteri si stanno concentrando le attenzioni dei ricercatori: dopo aver identificato i ceppi più “efficaci”, dal lievito di birra ai microrganismi presenti negli apparati digerenti dei grandi bovini, su di essi si sta scatenando l’ingegneria genetica. L’obiettivo è arrivare finalmente al bio-etanolo 2.0, la nuova generazione della benzina “rinnovabile”.

Si tratta, indubbiamente di ricerche interessanti, ma che sembrano astrarsi troppo da un contesto difficilmente risolvibile con trovate ingegneristiche: la necessità per gli Stati Uniti di diminuire il proprio consumo annuo di carburanti e lo stretto legame fra coltivazione di cereali in vista della produzione di bio-etanolo e l’innalzamento del costo delle derrate.

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