Bio Bank: il biologico italiano cresce nonostante la crisi

Bio Bank: il biologico italiano cresce nonostante la crisi

Presentato il nuovo rapporto Bio Bank sul biologico italiano: aumentano le vendite dirette, si allargano i GAS e si mangia sempre più bio fuori casa.

La fotografia della produzione e del consumo bio in Italia che emerge dall’ultimo Rapporto Bio Bank è molto interessante e confortante. Nonostante la crisi, o forse proprio in risposta alla crisi, a fronte di 200 aziende con vendita diretta, gruppi d’acquisto, e-commerce, ristoranti, agriturismi, mense scolastiche, mercatini e negozi che chiudono, se ne sono registrati 900 in apertura. Ristoranti e mense scolastiche votati al bio sono raddoppiati e si segnala la nuova apertura di molte gelaterie bio.

L’esperienza dei GAS, gruppi di acquisto solidale, si estende a settori nuovi, come l’acquisto di terreni agricoli da coltivare biologicamente (GAT) e quello di beni e servizi non alimentari (energia, telefonia,…). I GAS passano dai 479 censiti nel 2008 agli 891 del 2012, registrando un +86%. Si è esaurito lo slancio nel formare nuovi gruppi, ma mi sembra che le competenze acquisite nell’acquisto collettivo abbiano contagiato il modo di pensare della gente, che non vuole impegnarsi formalmente e stabilmente in un GAS e preferisce forse partecipare a qualche iniziativa on line in stile groupon.

Le aziende che aprono alla vendita diretta sono cresciuti del 44%. Evidentemente il tempo che prima si pensava di “perdere” stando dietro alle richieste spicciole di piccoli clienti ora diventa redditizio e l’apertura al pubblico di nuovi agriturismi (+31%) indica sia la volontà di meglio sfruttare economicamente le campagne, sia il desiderio della gente di approfittare di una vacanza nel verde per vedere da dove viene il cibo. Il fatto che la gente cerchi di accorciare la filiera per risparmiare si vede anche dall’aumento più moderato di negozi e mercatini bio (+14% e +13% rispettivamente). È stato aperto nel 2012 il centesimo biosupermercato NaturaSì, la catena in franchising leader in Italia e seguita dai 280 negozi Cuore Bio.

In aumento anche le possibilità di fare acquisti on line: i siti di E-commerce crescono del 60% arrivando a 130. Le aziende agricole del Sud Italia ricorrono alle vendite on line per far arrivare i loro prodotti in un mercato più ampio e più ricco di quello locale. Quelle prese in esame nel Rapporto sono solo le aziende agricole e/o di trasformazione che hanno scelto la via virtuale per raggiungere il mercato reale, escludendo quindi i siti di e-commerce creati dai punti vendita e quelli solo virtuali. In tutto sono state censite 130 aziende (contro le 108 del 2011) con un incremento del 20%. Al Nord sono più frequenti i mercatini biologici, che oltre a crescere di numero, hanno anche visto aumentare la frequenza (da mensili a settimanali) o allungare il periodo di esercizio, coprendo anche i mesi estivi prima evitati per il calo degli acquirenti in ferie e la deperibilità dei prodotti.

Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta e Marche si confermano alla guida della classifica per numero di operatori in relazione alla popolazione residente. Il Trentino-Alto Adige passa in testa soprattutto per la per densità di gruppi d’acquisto. La Valle d’Aosta è al secondo posto per densità di GAS, negozi e mercatini. Le Marche sono terze classificate e devono il podio ai loro ristoranti e agriturismi.

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