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Bibite zuccherate e tumori: studio francese conferma il legame

Bibite zuccherate e tumori: studio francese conferma il legame

Nuovo studio conferma il possibile legame tra bevande zuccherate e tumori, nel mirino anche i succhi di frutta al 100 percento.

Nuove conferme per il legame tra bibite zuccherate e tumori. A supportare l’ipotesi di un rapporto diretto tra consumo di bevande dolci e formazioni tumorali è uno studio francese, condotto dai ricercatori del Sorbonne Paris Cité Epidemiology and Statistics Research Center e pubblicato sulla rivista scientifica The BMJ. A guidare il gruppo di ricerca la dott.ssa Mathilde Touvier.

Lo studio dei ricercatori francese ha confrontato il consumo di bevande dolci (siano esse con zuccheri aggiunti o succhi di frutta al 100%), bibite “diet” zuccherate artificialmente e rischio generale di sviluppare tumori come quelli al colon-retto, alla prostata o al seno. Le analisi sono state condotte su 101.257 francesi, per il 79% donne, di età media 42 anni e inclusi nel “NutriNet-Santé cohort study“. Sono stati registrati i consumi di tali liquidi e raccolti i dati (attraverso fonti ufficiali e certificazioni) relativi alle eventuali diagnosi di forme tumorali. Gestiti durante l’analisi dei risultati diversi fattori di rischio quali sesso, età, familiarità con la malattia, educazione, fumo e livello di attività fisica.

Nel corso del periodo di studio si sono verificati 2.193 casi di tumori, di cui 693 al seno, 291 prostatici e 166 al colon-retto. L’età media relativa al momento della diagnosi è stata di 59 anni. Secondo i ricercatori un incremento del consumo giornaliero di 100 ml al giorno porterebbe un aumento del rischio tumorale del 18% (valore generale) e fino al 22% per quello mammario. I livelli più alti di pericolo deriverebbero dal consumo misto di bevande con zuccheri aggiunti e succhi di frutta.

Non risulterebbero particolari connessioni con il cancro colorettale e alla prostata, seppure da questo punto di vista i dati a disposizione degli studiosi fossero più limitati. Stesso discorso valido per le bevande dolcificate in modo artificiale. L’ipotesi avanzata dai ricercatori è che gli zuccheri contenuti nelle bibite influiscano su parametri quali grasso viscerale, indicatori dello stato infiammatorio e pressione sanguigna. Nel mirino anche gli additivi, che potrebbero agire favorendo la formazione di tumori.

La ricerca francese è tuttavia soggetta ai limiti che contraddistinguono uno studio osservazionale, quindi con l’impossibilità di individuare con assoluta certezza i meccanismi che possono portare a tali conclusioni. L’ampia scala con cui è stato condotto e la possibilità di isolare diversi fattori di rischio per ridurre al minimo i possibili errori di valutazione ha portato gli stessi ricercatori a concludere che, sebbene ulteriori e altrettanto estese ricerche saranno necessarie:

Questi dati supportano la rilevanza dell’esistenza di raccomandazioni nutrizionali per limitare il consumo di bevande zuccherate, inclusi i succhi di frutta al 100%, così come azioni politiche come la tassazione o le restrizioni alle pubblicità delle bibite dolci, il che potenzialmente contribuisce alla riduzione dell’incidenza tumorale.

Fonte: The BMJ

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