Belladonna

Belladonna

Belladonna come rimedio omeopatico, quali sono le proprietà curative e il dosaggio indicato.

La Belladonna è una pianta erbacea perenne che appartiene alla famiglia delle Solanaceae. Nota con il termine scientifico di Atropa Belladonna, derivante dal nome di una divinità greca, questo piccolo arbusto cresce nelle zone montane ed è presente in Europa Centrale, nella regione settentrionale dell’Africa e nell’Asia Occidentale.

La pianta di Belladonna è molto velenosa, discorso valido soprattutto per quanto riguarda le bacche che da essa vengono prodotte. Anche ingerirne poche unità può provocare la morte dell’incauto consumatore. In omeopatia ne viene utilizzata, dopo le opportune diluizioni e dinamizzazioni, la tintura madre realizzata con l’intera pianta.

Belladonna
Fonte: Deadly Nightshade | Shutterstock

Proprietà curative

Trattabili con la Belladonna sono innanzitutto alcune patologie a carico del sistema nervoso come l’epilessia, l’insonnia, le convulsioni infantili, la depressione, ipereccitazione motoria/verbale con allucinazioni, cefalea “pulsante” e nevralgie attenuate da pressione esterna. A beneficiare del suo impiego anche afflizioni dolorose quali quelle articolari derivate da umidità e freddo o a dolori di cui sono vittime denti con gonfiore gengivale posti sul lato destro.

Altre possibili applicazioni riguardano l’apparato respiratorio e la gola. Tendenza a cadere con frequenza vittima di raffreddamento o quando si è afflitti da tosse, influenza, rinite allergia o pneumopatie batteriche o virali con febbre. Qualora gli stati febbrili siano accompagnati da indolenzimento muscolare è possibile associare l’utilizzo di Belladonna con quello dell’Arnica Montana.

Gola arrossata o secca, deglutizione difficile, angina di gola o dolore che si irradia in direzione delle orecchie con maggiore intensità sul lato destro. In caso di sensazione di soffocamento è associabile con l’Apis. Anche la zona auricolare nello specifico è interessata dall’uso di Belladonna, limitatamente alle eventualità di otite interna ed esterna, con particolare riferimento all’orecchio destro, e alle parotiti.

Belladonna
Fonte: Nightshade berry plant | Shutterstock Nightshade berry plant | Shutterstock

Gastrite, ulcere gastroduodenali, gonfiore addominale, coliche associate a stitichezza sono altre possibili aree d’intervento della Belladonna, anche in associazione con l’Arsenicum Album. Per quanto riguarda invece l’apparato genitale si interviene quando vi siano mestruazioni che si presentano in anticipo o in ritardo rispetto al periodo previsto, secchezza vaginale o vampate di calore tipiche della menopausa.

La pelle è interessata dall’utilizzo di Belladonna qualora si presentino i sintomi di acne, eczema, foruncoli accompagnati da gonfiore e bruciore, eritema solare e geloni. Si utilizza infine anche nei casi di congiuntivite accompagnata da dilatazione delle pupille e in presenza di malattie esantematiche come morbillo, rosolia e scarlattina.

Dosaggio e consigli utili

Il dosaggio consigliato per l’utilizzo di Belladonna è con diluizione a 4 CH, un’assunzione tra le 3 e le 5 gocce con una frequenza giornaliera compresa tra le 3 e le 6 volte a seconda della propria necessità specifica. Un consiglio in merito potrà arrivare da un consulto con il proprio medico omeopata.

I soggetti più indicati per essere i beneficiari dell’uso di Belladonna come rimedio omeopatico sono influenzabili con facilità, seppur gradevoli e compagnoni quando in buona stato psicofisico. Quando ammalati tendono a delirare o a diventare violenti. Sono perlopiù donne e bambini dalla carnagione e dai capelli chiari.

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