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Batterio New Delhi: 31 morti in Toscana, oltre 700 i ricoverati

Batterio New Delhi: 31 morti in Toscana, oltre 700 i ricoverati

Salgono a 30 le morti sospette in Toscana, potenzialmente legate al batterio New Delhi: oltre 700 i ricoveri operati nel territorio regionale.

Almeno 31 le morti in Toscana che si sospetta siano legate al batterio New Delhi. Un agente patogeno in grado di portare al decesso circa il 40% di coloro che lo contraggono, almeno secondo quelle che sono le stime diffuse dalle autorità sanitarie regionali. Un dato quello delle vittime aggiornato al 31 agosto e in forte crescita rispetto ai precedenti dati (17 morti) e che si fermavano al mese di luglio.

Secondo l’Agenzia Regionale di Sanità, che si occupa del monitoraggio relativo alla diffusione degli enterobatteri Ndm (New Delhi metallo beta-lactamase) nella Regione Toscana, da novembre 2018 ad agosto 2019 sono stati registrati 708 ricoveri ospedalieri per i quali è scattato il sospetto di batterio New Delhi.

In 75 di questi ricoverati è stato isolato l’enterobatterio Ndm, che si ritiene abbia portato poi alla morte di 30 pazienti (circa il 40%). A sottolinearlo l’ARS toscana:

Sono stati isolati nel sangue di 75 pazienti. I casi sono risultati letali nel 40% dei pazienti con sepsi, percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici.

I medici sottolineano inoltre che si tratta in questo caso di un meccanismo di antibiotico-resistenza nuovo e molto pericoloso per la salute pubblica, soprattutto perché messo in atto da batteri normalmente presenti nella flora intestinale:

L’Ndm rappresenta un nuovo meccanismo di antibiotico-resistenza, sviluppato da batteri normalmente presenti nella flora intestinale umana che possono diventare virulenti in seguito all’esposizione prolungata a determinati antibiotici. La capacità di resistere agli antibiotici rende pertanto pericolosi questi batteri, soprattutto in pazienti fragili, già colpiti da gravi patologie o immunodepressi.

Costituita a maggio 2019 un’unità di crisi per contrastare la diffusione del batterio New Delhi, con le aziende sanitarie toscane impegnate in attività di sorveglianza tramite screening attivo. È stata elaborata anche una sorta di mappa di supporto per meglio monitorare l’evoluzione del fenomeno. Di seguito la localizzazione dei casi accertati di batterio New Delhi:

  • Azienda ospedaliero-universitaria Pisa: 31 casi;
  • Osp. Riuniti Livorno: 9;
  • Ospedale unico della Versilia: 8;
  • Presidio di riabilitazione cardiologico di Volterra: 6;
  • Nuovo osedale delle Apuane (Massa): 4;
  • Ospedale Lotti (Pontedera) e Ospedale civile di Cecina 3;
  • Ospedale San Luca (Lucca): 2;
  • Aou Careggi, Aou Senese, Ospedale pediatrico apuano, Centro di riabilitazione di Terranuova Bracciolini, Ospedale San Jacopo di Pistoia, Ospedale Ss. Cosma e Damiano di Pescia, Ospedale civile di Piombino, Ospedale San Francesco (Barga), Ospedale S. Maria Maddalena di Volterra: 1 caso riconosciuto per ciascuna struttura.

Fonte: La Nazione

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