Batterio killer: i sospetti ora sull’Italia

Batterio killer: i sospetti ora sull’Italia

Sul banco degli imputati per la diffusione del batterio killer sale l'Italia, proverrebbero dal Belpaese alcuni germogli di trigonella

Arriva dalla Francia il sospetto di alcuni germogli italiani infettati dal batterio killer. Nel sud-ovest della nazione, nei pressi di Bordeaux, è scoppiato un piccolo focolaio che avrebbe già coinvolto una decina di contagiati. Dalle prime informazioni sarebbero al centro di controlli alcuni germogli di trigonella, meglio nota come fieno greco, di mostarda e di rucola.

A dichiarare la provenienza italiana dei prodotti Nacho Parra, responsabile del negozio “Jardiland” di Villenave d’Ornon, presso cui si sarebbero riforniti tutti gli infettati dell’area. Nacho Parra avrebbe affermato che, nonostante la ditta che avrebbe rifornito il negozio fosse britannica, la Thompson & Morgan, avrebbe la documentazione che dimostra la provenienza italiana della merce.

Lo stesso Parra ha subito però smorzato i toni, dichiarandosi non del tutto convinto del fatto che l’Escherichia Coli fosse presente già nei batteri:

Il modo in cui vengono coltivati può cambiare tutto – ha spiegato – dipende anche dall’acqua che viene utilizzata per innaffiarli, forse l’acqua aveva un problema.

La situazione all’ospedale di Bordeaux resta seria, anche se nessuno dei ricoverati sembra trovarsi al momento in pericolo di vita. Tre dei pazienti si trovano a ogni modo nel reparto di rianimazione della struttura, sottoposti a regime di dialisi a causa di alcune complicanze renali. Nel frattempo in Germania, stando alle ultime stime fornite dal Robert Koch Institute, il numero di morti sarebbe salito a 46, con il numero delle infezioni però in forte diminuzione rispetto alle scorse settimane.

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