Barbra Streisand ha fatto clonare il suo cane

Barbra Streisand ha fatto clonare il suo cane

Fonte immagine: Wikipedia

Barbra Streisand ha deciso di clonare la sua cagnolina Samantha: le associazioni animaliste non sono però d'accordo, tra cui anche PETA.

Non ha voluto rinunciare allo sguardo profondo che l’ha fatta innamorare della sua cagnolina Samantha e, per questa ragione, ha deciso di clonarla. È questa la rivelazione fatta da Barbra Streisand, una delle artiste più famose a livello internazionale, nel corso di un’intervista a Variety. La cantante e attrice, infatti, si è affidata a una società specializzata per clonare la sua quadrupede, ottenendo due cagnoline identiche battezzate Miss Violet e Miss Scarlett.

Barbra Streisand è da sempre un grande appassionata di animali, in particolare di cani: l’artista accudisce infatti diversi esemplari di razza Coton de Tulear. Fra questi, Streisand ha sempre manifestato un attaccamento particolare per Samantha, una cagnolina dal manto bianco al suo fianco da parecchi anni. Giunto il momento della separazione, per la sopraggiunta vecchiaia dell’amica a quattro zampe, l’attrice ha quindi deciso di affidarsi agli esperti in tecnologie genetiche per ottenere due altri esemplari perfettamente identici alla quadrupede. Naturalmente, la perfetta similitudine è solo a livello fisico, poiché i due esemplari condividono il medesimo codice genetico, ma la loro personalità potrebbe dimostrarsi anche assai differente con il passare del tempo.

La notizia, rimbalzata su tutti i media internazionali, ha sollevato qualche dubbio da parte delle associazioni animaliste, in particolare da PETA. Un commento è giunto da Ingrid Newkirk, presidente del gruppo, così come riporta la versione statunitense di Vanity Fair:

Tutti vorremmo che i nostri animali vivessero per sempre ma, mentre la clonazione può apparire una buona idea, non garantisce questo risultato. Crea un nuovo e differente cane, che ha solo le caratteristiche fisiche dell’originale. La personalità degli animali, gli atteggiamenti, la loro vera “essenza”, semplicemente non può essere replicata e se si considerano i milioni di meravigliosi cani adottabili nei rifugi, o pronti a morire perché abbandonati, è facile comprendere come la clonazione renda più difficile la crisi degli animali senza casa.

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