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Bandiere per l’acqua pubblica: in Emilia Romagna arrivano le multe

Bandiere per l’acqua pubblica: in Emilia Romagna arrivano le multe

In Emilia Romagna monta la polemica contro le bandiere per l'Acqua Bene Comune: per qualcuno violerebbero la legge sulle campagne referendarie.

Come molti di voi sapranno, il comitato promotore per il referendum sull’Acqua Pubblica ha lanciato la campagna: Una bandiera a ogni balcone. Ne abbiamo già parlato, si tratta di partecipare alla campagna referendaria appendendo una bandiera dal nostro balcone di casa.

I più maligni potrebbero dire: “avuta un’idea, inventata una censura“. A Reggio Emilia, il coordinatore provinciale del PDL, Massimiliano Camurani ha inviato un esposto alla polizia che lamenta:

Ripetute violazioni delle norme attinenti le affissioni elettorali referendarie, nello specifico la presenza di striscioni e bandiere, quindi di propaganda figurativa a carattere fisso fuori dagli appositi spazi previsti per la propaganda elettorale nei 30 giorni recedenti alle elezioni.

Insomma, la richiesta è che i vigili facciano togliere le bandiere “illegittimamente” appese dai cittadini. L’idea era venuta, in realtà, già al sindaco del PD del piccolo paese di Novellara, Raul Daoli, che ha vietato l’esposizione delle suddette bandiere in tutto il comune.

Immediate le reazioni delle altre parti politiche. In particolare, l’Italia dei Valori commenta tramite la coordinatrice Liana Barbati:

Censurare e addirittura chiedere e ottenere che la polizia municipale ‘perda’ tempo per andare nelle case dei cittadini, per ordinare di togliere dai loro balconi le bandiere del ‘sì’ al referendum, è un atto che noi denunciamo come spreco di denaro pubblico.

Ognuno è libero di manifestare il proprio pensiero appendendo qualsiasi cosa sul proprio balcone. Nel 1995 la Corte costituzionale ha ritenuto irragionevole estendere anche alla propaganda referendaria i divieti relativi a quella elettorale nei trenta giorni antecedenti al voto.

Nonostante ciò, il sindaco Daoli ha fatto sapere che dai prossimi giorni i vigili accanto alla richiesta di togliere le bandiere potrebbero anche far fioccare delle multe. Si rischiano fino a 1000 euro: il prezzo della libertà?

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