Bambini, Unicef: uno su tre avvelenato da piombo

Bambini, Unicef: uno su tre avvelenato da piombo

Fonte immagine: Pixabay

Bambini sempre più contaminati dal piombo: è quanto emerge da un nuovo e preoccupante report dell'Unicef, realizzato in tutto il mondo.

I bambini sono sempre più contaminati da piombo. È quanto emerge da un nuovo e preoccupante report dell’Unicef, pronto a sottolineare come quasi un bimbo su tre – circa 800 milioni in tutto il mondo – veda livelli anomali del metallo pesante nel sangue. Soglie superiori ai 5 microgrammi per decilitro, un limite già considerato da tempo dannoso per la medicina.

È quanto emerge dal rapporto “The Toxic Truth: Children’s exposure to lead pollution undermines a generation of potential”, voluto da Unicef e da Pure Earth e realizzato dall’Institute of Health Metrics Evaluation. Lo studio è stato approvato per la pubblicazione sulla rivista scientifica Environmental Health Perspectives.

La contaminazione da piombo è decisamente insidiosa, poiché non porta alla comparsa di gravi sintomi finché troppo tardi. Il metallo pesante può colpire tutti gli organi e soprattutto il cervello, causando danni irreparabili, sopratutto nei bambini di età inferiore ai 5 anni. L’inquinante potrebbe essere addirittura responsabile di ritardi nello sviluppo, sia cognitivo che fisico.

Piombo e bambini: non solo Asia

La maggior parte delle contaminazioni si rileva in Asia, dove i livelli di inquinamento sono molto elevati, ma anche in Italia il fenomeno è diffuso. Sullo Stivale ben 160.862 individui di età inferiore ai 19 anni vede nel sangue più di 5 microgrammi di piombo e ben 20.963 superano la soglia dei 10 microgrammi per decilitro.

Tra le fonti principali di contaminazione vi è il riciclaggio non conforme di batterie al piombo acido, molto frequente nei Paesi in via di sviluppo. Spesso queste batterie vengono aperte e il piombo versato nel terreno, contaminando così le falde, mentre i fumi di questa operazione si disperdono nell’atmosfera. Segue quindi il ricorso a tubi in piombo negli acquedotti, le pitture a base di piombo, la benzina, le opere di saldatura, lattine alimentare contaminate, l’uso del piombo nella cosmetica, nei giocattoli e molto altro ancora.

La situazione è in netto miglioramento nei Paesi occidentali, dove da tempo non si fa più ricorso alla benzina al piombo e alle vernici con questo metallo, mentre è ancora sentito in Asia e in Africa. Preoccupanti le condizioni di cinque nazioni campione, come Bangladesh, Georgia, Ghana, Indonesia e Messico.

Fonte: ADNKronos

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