Balene in Australia: salgono a 380 i decessi

Balene in Australia: salgono a 380 i decessi

Fonte immagine: Stephen Barnes via iStock

Balene spiaggiate in Australia, la situazione è sempre più drammatica: sale purtroppo a 380 il numero dei cetacei deceduti e incagliati nella sabbia.

Balene spiaggiate in Australia, la situazione è sempre più drammatica. Sale purtroppo a 380 il numero dei cetacei deceduti, in seguito alla scoperta di un secondo branco intrappolato nella sabbia. In totale, sarebbero più di 500 gli esemplari rimasti bloccati lungo le coste della Tasmania: per i soccorritori è una vera e propria corsa contro il tempo.

Il drammatico fenomeno ha avuto inizio lo scorso weekend, quando oltre 270 balene pilota si sono spiaggiate lungo l’insenatura di Macquarie Harbour, in Tasmania. Ventiquattro ore dopo altri 200 esemplari sono stati identificati a pochi chilometri dal primo branco, portando il numero dei cetacei in pericolo a 400. E nella giornata di ieri il conteggio è purtroppo salito a 500 balene.

Balene: aumentano i decessi

Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorritori – aiutati da numerose associazioni di volontariato, gruppi ambientalisti e pescatori – il numero dei decessi è molto alto. Secondo quanto riportato da NPR, sarebbero 380 i cetacei che hanno incontrato la morte, a fronte del salvataggio di 50 esemplari totali.

La maggior parte delle balene è stata rinvenuta senza vita già all’arrivo dei soccorsi, quindi i volontari hanno deciso di concentrare i loro sforzi sui cetacei ancora in vita. Così ha spiegato Nic Deka, Parks and Wildlife Service Manager per la Tasmania:

Continueremo a lavorare per salvare quanti più animali possibili. Quando li troviamo ancora vivi in acqua, vi sono certamente delle speranze di recupero. Ma con il passare del tempo i cetacei risultano sempre più affaticati e le loro chances di sopravvivenza si riducono.

Il ritorno al branco

Uno dei problemi che sta rendendo le operazioni di soccorso sempre più difficili riguarda il comportamento tipico delle balene. Questi animali formano infatti dei legami molto solidi con il resto del branco e, di conseguenza, rifiutano di separarsi dagli altri membri del loro gruppo. Non appena i volontari riescono a liberare un esemplare dalla sabbia, portandolo in acque più profonde, il cetaceo cerca quindi di tornare dai compagni, incagliandosi nuovamente.

Vanessa Pirotta, esperta di fauna marina, ha confermato questa pericolosa tendenza all’edizione australiana di ABC News:

Sfortunatamente, questi animali hanno un sistema sociale molto solido. È per questo che vediamo così tanti casi di balene spiaggiate. Una volta liberati, i cetacei vogliono tornare nel branco. Sentono i versi e i fischi emessi dagli altri, si sentono disorientati, estremamente stressati, affaticati e spesso non riconoscono dove si trovano.

Lo spiaggiamento lungo le coste della Tasmania è uno dei più estesi degli ultimi decenni. Il record negativo risale però al 1918, quando oltre 1.000 balene si incagliarono sui bassi fondali delle Isole Chatham.

Fonte: NPR

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