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Auto elettriche perdono valore più di quelle a benzina

Auto elettriche perdono valore più di quelle a benzina

Sconti e incentivi per le auto elettriche contribuiscono a una scarsa tenuta sul mercato dell'usato secondo alcuni osservatori americani.

Le auto elettriche sono pulite, efficienti e silenziose, ma promettono di essere anche piacevoli da guidare soprattutto se si guarda alle più recenti novità come la Tesla Model S, tanto per menzionare una vettura a zero emissioni capace di prestazioni degne di una berlina tradizionale. Tutto bene quindi, a parte il prezzo d’acquisto mediamente elevato? Non proprio, almeno secondo il parere di alcuni addetti ai lavori del mercato automobilistico.

A preoccupare alcuni osservatori è infatti la tenuta del valore dei veicoli elettrici sul mercato dell’usato, al punto che, secondo alcune stime effettuate negli USA, pare che anche i modelli più diffusi siano destinati a subire una discreta svalutazione nel giro di pochi anni dal loro acquisto.

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Dalle osservazioni emerge infatti che un veicolo come la Nissan Leaf mantiene il 20% del proprio valore dopo soli cinque anni, mentre va un po’ meglio, ma relativamente, per la Chevrolet Volt, che dopo lo stesso periodo di tempo può essere rivenduta prendendo in media il 30% di quanto speso in concessionaria dal primo proprietario. In tutti i casi, le auto elettriche sembrano mantenere un valore residuo più basso (non di molto ovviamente, ma la differenza rimane comunque) di quello di corrispondenti modelli a benzina o diesel, i quali si attestano su una tenuta media del 36,6% del prezzo di listino originario.

I motivi di tale tendenza sono molteplici, ma uno particolare è la ragione individuata da alcuni analisti del settore. Secondo un’opinione diffusa, infatti, le auto elettriche di seconda mano vengono valutate relativamente poco a causa dei numerosi incentivi e sconti legati all’acquisto del nuovo, i quali hanno l’effetto di abbassare notevolmente i prezzi di listino ufficiali e di assottigliare sensibilmente la forbice con la quotazione dell’usato.

In altre parole, i prezzi allettanti praticati al pubblico grazie ai finanziamenti statali fanno propendere spesso molti clienti per la scelta di un esemplare nuovo, convincendoli a ripiegare verso l’usato solo a fonte di prezzi davvero scontati, quasi “stracciati” e, comunque, lontani dai listini reali del mercato di prima mano.

È pur vero che in una situazione economica come quella attuale sono pochi gli automobilisti che praticano il ricambio della propria vettura con una certa frequenza, almeno rispetto a quanto accadeva qualche anno fa, eppure c’è chi teme che il problema della scarsa tenuta dell’usato possa influire sulla diffusione delle auto elettriche, con gli incentivi che avrebbero l’effetto paradossale di vanificare gli scopi per i quali vengono elargiti.

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