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Auto elettriche: per Sergio Marchionne “masochismo industriale”

Auto elettriche: per Sergio Marchionne “masochismo industriale”

Sergio Marchionne torna a criticare l'auto elettrica, la cui produzione è stata definita dal manager "masochismo industriale".

Che il rapporto tra Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat-Chrysler, e l’auto elettrica non sia mai stato idilliaco è cosa nota, tanto che, a suggello di una simpatia mai nata tra il dirigente italiano e le tecnologie di propulsione alternative, arrivano oggi nuove dichiarazioni destinate probabilmente a fare discutere.

>>Leggi la bocciatura di Marchionne per le auto elettriche

In occasione dell’incontro annuale della Society of Automotive Engineers tenutosi a Detroit, Sergio Marchionne è intervenuto per dire la sua sull’auto elettrica e lo ha fatto parlando ad un pubblico, quello americano appunto, che si prepara ad accogliere la Fiat 500e, ovvero la variante a zero emissioni del mitico Cinquino.

La citycar elettrica, com’è ormai noto da tempo, sarà prodotta unicamente per soddisfare le normative previste in tema di emissioni da parte di alcuni Stati USA come quello della California, dove la vettura sarà venduta, ma è altrettanto risaputo che il progetto 500e sarà in perdita, tanto che la casa costruttrice stima di perdere circa 10.000 dollari per ogni esemplare distribuito.

Sulla base di simili premesse, Sergio Marchionne ha definito “masochismo industriale” la scelta di produrre le auto elettriche su larga scala, aggiungendo che:

Abbiamo bisogno di innovare. Un anno fa l’idrogeno era la prossima grande novità, ora lo sono le auto elettriche. Le autorità dovrebbero essere neutrali rispetto alle tecnologie, non possiamo prevedere ogni scenario possibile.

>>Leggi le critiche di Marchionne alle auto a idrogeno

Insomma dalle parole del manager emerge un forte scetticismo verso le automobili elettriche e le tecnologie per la propulsione alternativa in genere, peraltro già criticate in passato. Per Marchionne, evidentemente, la strada migliore e più redditizia è quella intrapresa da Fiat, che ha da tempo puntato sul metano e sul GPL affiancandoli alle tradizionali motorizzazioni a benzina e diesel.

Tale strategia, secondo le stesse parole di Marchionne, ha fatto sì che Fiat sia “riconosciuta come il produttore europeo con la miglior performance ambientale”, al punto da convincere il costruttore a proporre il metano anche per alcuni pick-up venduti in Nord America da Chrysler. Appare quindi lecito pensare che Fiat non invertirà la rotta nemmeno nei prossimi anni, mettendo forse la definitiva parola fine a un amore in realtà mai nato.

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