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Auto elettriche e rinnovabili, l’Energy Revolution per Greenpeace

Auto elettriche e rinnovabili, l’Energy Revolution per Greenpeace

La rivoluzione energetica verde si può fare, secondo Greenpeace. Alla base auto elettriche ed efficienza energetica.

Mantenere gli attuali livelli di benessere e, allo stesso tempo, ridurre l’impatto dell’uomo sul clima e l’ambiente non è impossibile. Parola di Greenpeace che ha presentato ieri a Berlino lo scenario Energy [R]evolution 2012. Secondo le previsioni dell’associazione ambientalista la strada è chiara: bisogna puntare su fonti rinnovabili e efficienza energetica e, al contempo, ridurre la dipendenza dal petrolio cambiando la mobilità e facendo il grande passo verso l’adozione delle auto elettriche.

Ma che siano alimentate da fonti rinnovabili, altrimenti il loro impatto ambientale sarebbe persino superiore a quelle con motore a benzina. Inoltre, lo scenario preso in considerazione da Greenpeace si basa su tecnologie già esistenti e consolidate, il cui prezzo inizia a diventare ragionevole:

Le soluzioni tecnologiche rinnovabili che sostituiranno il petrolio, nello scenario Energy [R]evolution 2012, sono riferite a tecnologie già disponibili in produzioni di serie, alle dinamiche attuali dei mercati e alle previsioni dei loro sviluppi futuri così come previsti da associazioni di rappresentanza dell’industria delle rinnovabili quali il Global Wind Energy Council, l’European Photovoltaic Industry Association e l’European Renewable Energy Council, il DLR e Greenpeace International.

Per emanciparsi dal petrolio, quindi, occorre innanzitutto puntare sul risparmio energetico in modo da abbassare i nostri consumi di energia. Quella che non si può non consumare, invece, deve provenire da fonti rinnovabili come eolico e fotovoltaico decentralizzati. Quindi piccoli impianti di tipo domestico diffusi sul territorio e collegati in smart grid.

Riguardo ai trasporti, invece, oltre all’elettrico si può fare molto altro ottimizzando le auto, i mezzi commerciali e quelli pubblici già esistenti:

Utilizzando nuovi materiali ultraleggeri in combinazione con nuove tecnologie, si possono ridurre i consumi fino a 1 litro di carburante per 100 km dagli attuali 7, consumati in Europa, o 11, consumati in Nord America. Lo scenario richiede che le nuove autovetture raggiungano standard di efficienza di 80 grammi di emissioni di CO2 per km al 2020 e di 50 grammi al 2030. Nel 2010 gli standard europei erano 140 grammi di CO2 per km.

Nel 2020 l’elettricità garantirà il 3,5% del totale della domanda di energia del settore trasporti in Europa (2,5% a livello globale), mentre questa percentuale salirà al 12% al 2030 e 44% al 2050

Per fare tutto questo, però, servono impegni precisi da parte della politica che deve cambiare radicalmente rotta rispetto alla situazione attuale. Queste le priorità, secondo Greenpeace:

  1. Fine di ogni forma di sussidio alle fonti fossili e al nucleare;
  2. Internalizzazione dei costi esterni (sociali e ambientali) della produzione energetica attraverso sistemi commercio delle emissioni “cap and trade”;
  3. Promuovere severi standard di efficienza per tutti gli apparecchi, gli edifici e i veicoli che consumano energia;
  4. Stabilire obiettivi vincolanti per lo sviluppo delle energie rinnovabili e per la cogenerazione di riscaldamento ed elettricità;
  5. Riformare i mercati elettrici garantendo priorità di accesso alla rete ai produttori di rinnovabili;
  6. Garantire guadagni definiti e certi per chi investe nelle fonti sostenibili, ad esempio attraverso programmi di feed-in tariff;
  7. Sviluppare sistemi più avanzati di etichettatura energetica e divulgazione così da garantire maggiore informazione ambientale riguardo a prodotti e consumi;
  8. Aumentare la capacità di ricerca e i relativi finanziamenti nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

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