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Auto elettrica: piace, ma costa troppo secondo uno studio

Auto elettrica: piace, ma costa troppo secondo uno studio

Fonte immagine: Andy_Bay via Pixabay

L'auto elettrica piace a tutti ma i suoi alti costi ne frenano la diffusione; l'Osservatorio Auto Findomestic ha scattato una foto di questo mercato.

L’auto elettrica piace, anche agli italiani, ma costa troppo. Questa è una delle conclusioni a cui è arrivato l’Osservatorio Auto Findomestic, che ha condotto un’indagine in 16 Paesi per valutare punti di forza e di debolezza delle auto elettriche. L’Osservatorio ha scoperto che la maggior parte delle persone vorrebbe possedere un’auto a batteria, ma che alla fine sono molto pochi quelli che la comprano. Interrogando un panel di automobilisti in 16 Paesi del mondo nel report si evidenzia come nei prossimi 5 anni il 57% del campione intervistato a livello mondiale dichiara che acquisterà un’auto ibrida, soprattutto in Messico (80%), Italia (76%), Spagna (75%) e Brasile (75%), mentre il 43% risponde che ne comprerà una tutta elettrica, con percentuali che si attestano intorno al 70% in Messico (72%), Brasile e Cina (68%).

L’auto elettrica forse non è il mezzo di trasporto di oggi, ma è sicuramente quello di domani, come mettono in evidenza questi dati. Secondo Claudio Bardazzi, responsabile dell’Osservatorio Auto Findomestic, il principale ostacolo alla diffusione delle auto elettriche ad oggi è il loro costo di acquisto, giudicato troppo alto e poco concorrenziale. Secondo l’indagine dell’Osservatorio l’86% del campione mondiale, il 91% degli italiani, è perfettamente consapevole che il veicolo elettrico costi più dell’equivalente termico e il 42%, 32% degli italiani, non è disposto a sostenere alcuno sforzo economico supplementare per acquistare un’auto elettrica.

Gli unici Paesi in cui le auto elettriche sono sensibilmente incentivate risultano essere la Cina e la Norvegia dove gli acquirenti possono usufruire di bonus economici e fiscali di una certa rilevanza. La ricerca dell’Osservatorio Auto Findomestic ha voluto analizzare anche altri aspetti delle auto elettriche e cioè i loro punti di forza e di debolezza. L’86% degli intervistati, l’83% in Italia, afferma di apprezzare la fluidità della guida grazie anche all’accelerazione bruciante e all’assoluta silenziosità di marcia. Agli automobilisti piace molto anche il fatto che le auto elettriche presentino costi di manutenzione e di utilizzo inferiori a quelli delle comuni auto termiche.

Anche l’aspetto green è un importante valore aggiunto per l’89% dei possessori di auto, il 93% in Italia. Un automobilista su tre è attento a come viene prodotta l’elettricità che alimenta le automobili e a come vengono smaltite le batterie. Paradossalmente, da questo punto di vista, le auto elettriche francesi e norvegesi riducono notevolmente le emissioni di gas serra, mentre quelle americane e cinesi risultano più inquinanti delle auto equivalenti a motore termico.

Uno dei punti di debolezza emersi dall’indagine riguarda però l’autonomia. Il 54% (46% in Italia) del campione intervistato acquisterebbe un’auto elettrica solo se l’autonomia superasse i 300 km. Il problema maggiore è comunque sulla rete di ricarica, la cui implementazione lungo la rete stradale e autostradale rassicurerebbe i due terzi degli automobilisti di tutto il mondo, 71% in Italia, che reputano le attuali infrastrutture ampiamente insufficienti. Il presidente UNRAE, Michele Crisci, ha commentato in questo modo il mondo delle auto elettriche:

Il futuro dell’auto elettrica sarà molto legato alla capacità che le infrastrutture avranno di permettere agli utenti una ricarica continua, veloce, diffusa in maniera ampia sia domestica sia pubblica, sia nei luoghi dove lavoriamo. Non dobbiamo dimenticarci che il nostro Paese vive anche di turismo e quindi dobbiamo immaginarci un futuro in cui i turisti dovranno ricaricare le loro vetture. Dovremo adeguare velocemente le infrastrutture per permettere al nostro prodotto interno lordo di essere alimentato dai proventi del turismo. L’auto del futuro sarà sicuramente un’auto elettrica, connessa e condivisa. È inevitabile un periodo di transizione. Si devono tenere in considerazione i futuri sviluppi tecnologici ma anche la situazione presente, perché in Italia abbiamo 37 milioni di autoveicoli ‘antiquati’ rispetto a queste tecnologie.

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