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Auto e clima: Volkswagen e FCA in coda, la classifica di Greenpeace

Auto e clima: Volkswagen e FCA in coda, la classifica di Greenpeace

Emissioni nocive per il clima, Greenpeace fa il punto sul settore auto alla vigilia del Salone di Francoforte: male FCA e Volkswagen.

L’attesa per il Salone dell’Automobile di Francoforte 2019 è ormai agli sgoccioli. Porte aperte dal 12 al 22 settembre, con decine di nuovi modelli pronti al debutto. Alla vigilia di tale appuntamento Greenpeace ha deciso di fare il punto su quello che è il rapporto tra grandi case auto e clima, valutando l’attenzione verso le emissioni nocive da parte dei vari marchi.

Il rapporto tra auto e clima è stato espresso da Greenpeace in una speciale classifica, che vede ordinate le 12 maggiori case auto in relazione al loro impatto sui cambiamenti climatici. Inserito all’interno del rapporto “Scontro con il clima: come l’industria automobilistica guida la crisi climatica” l’elenco vede Volkwagen e Fiat Chrysler Automobiles (FCA) in coda, rispettivamente per quanto riguarda la “quantità di emissioni” e il livello di “emissioni medie per veicolo”.

Nella classifica per quantità di emissioni VW è seguita da Renault Nissan, Toyota, GM (General Motors) e Hyunday-Kia. Più in generale il comparto auto ha prodotto nel 2018 il 9% delle emissioni climalteranti mondiali; una quota superiore a quella dell’intera UE. Ha sottolineato Luca Iacoboni, responsabile campagna Clima di Greenpeace Italia:

Viviamo una grave emergenza climatica e le case automobilistiche sono tra le principali responsabili di quanto sta accadendo al clima. La sola Volkswagen emette più dell’Australia, e non è da meno Fiat Chrysler Automobiles, l’azienda con il più alto livello medio di emissioni per veicolo, che in termini di gas serra inquina di più dell’intera Spagna.

Negativa dal punto di vista delle emissioni climalteranti, prosegue Greenpeace, la “rapida diffusione di modelli più grandi e pesanti come i SUV”. Soltanto in Europa la loro quota mercato è quadruplicata negli ultimi 10 anni, salendo dall’8 al 32% nel periodo 2008-2018; negli USA detengono quasi il 70% della quota mercato. Ha concluso Iacoboni:

Occorre una rivoluzione della mobilità e del settore dei trasporti, e le aziende automobilistiche, che oggi stanno ostacolando questo cambiamento proponendo false soluzioni come le macchine ibride, devono invece esserne protagoniste. L’industria dell’auto deve abbandonare completamente gli inquinanti motori a combustione interna, smettere di seguire un modello di business sbagliato che prevede un costante aumento della vendita di veicoli, e puntare su servizi che si integrino con il trasporto pubblico, come il car sharing e il car pooling.

Tra le iniziative di Greenpeace in occasione del Salone dell’Auto di Francoforte anche una protesta in programma per il 14 settembre, con i partecipanti chiamati a camminare o pedalare in bici davanti alla sede della manifestazione per promuovere una mobilità più sostenibile. L’associazione chiede inoltre di contribuire ad arrestare il riscaldamento globale ponendo fine al commercio di auto diesel e benzina entro il 2028.

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