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Autismo: donne esposte allo smog in gravidanza, più rischi per i figli

Autismo: donne esposte allo smog in gravidanza, più rischi per i figli

Fonte immagine: Holger Link / Unsplash

Secondo uno studio canadese l'esposizione delle donne incinte all'inquinamento potrebbe aumentare le probabilità di figli affetti da autismo.

Il rapporto tra autismo e inquinamento, un nodo davvero difficile da sciogliere. Sul tema ci sono diverse ricerche anche se gli stessi esperti non sono stati in grado di giungere a una risposta univoca sull’argomento.

Negli ultimi anni diverse ricerche hanno collegato alti livelli di inquinamento atmosferico proprio all’autismo. Differenti le teorie: alcune si basano sugli aspetti cognitivi e tutte prendono in considerazione le relazioni che si instaurano tra la fase prenatale e quella immediatamente dopo la nascita dei bambini.

Naturalmente non mancano anche le teorie che si rifanno al rapporto tra madre e bimbo, per spiegare quali possano essere i motivi che conducono a questa condizione. Tuttavia è davvero molto difficile riuscire a determinare quali siano le cause che possano portare i bambini a rientrare nello spettro autistico. I ricercatori della Simon Fraser University in Canada hanno affermato che ridurre lo smog sarebbe molto importante anche solo per limitare il rischio autismo.

Gli esperti sostengono che per le donne incinte maggiormente esposte all’inquinamento si avrebbe il 9% di probabilità in più di dare alla luce bambini che presenteranno autismo. Dopo aver esaminato più di 132 mila bambini sotto i 5 anni gli esperti sono giunti a una conclusione: presumibilmente i livelli più elevati di inquinamento atmosferico potrebbero incidere in un insieme di cause che possono portare all’autismo.

Una delle sostanze chimiche implicate con tutta probabilità è l’ossido nitrico, secondo i ricercatori. L’epidemiologo Lief Pagalan, autore principale dello studio, ha dichiarato:

I risultati suggeriscono che la riduzione dell’esposizione ad ossido nitrico per le donne in gravidanza può essere associata a una diminuzione dell’incidenza del disturbo dello spettro autistico.

Pagalan ha precisato che la relazione di probabilità è bassa, però un piccolo aumento del rischio può essere significativo.

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