Australia: gli incendi più devastanti dell’ultimo secolo

Australia: gli incendi più devastanti dell’ultimo secolo

Fonte immagine: Pixabay

L'Australia è un continente da sempre colpito da gravi incendi, per via del suo clima: ecco i più spaventosi e devastanti degli ultimi 100 anni.

Gli incendi che hanno devastato l’Australia tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, tanto da determinare la morte di più di un miliardo di animali, non sono gli unici che questo continente ha conosciuto. Per quanto i roghi attuali siano di certo fra i più estesi, il Paese è stato colpito dalle fiamme più volte nella storia recente: gli ultimi 100 anni sono risultati particolarmente complessi, sia sul fronte della tutela della biodiversità che delle risorse naturali. Spesso a causa del clima tipico del Paese – con primavere ed estati torride ed eccessivamente secche – ma a contribuire sono anche le attività dell’uomo e i cambiamenti climatici.

Dal 1851 a oggi, l’Australia è stata continuamente colpita dagli incendi, tanto che si contano più di 800 decessi, senza considerare le persone che hanno purtroppo perso la vita in quest’ultima ed estesa tornata. Tra gli eventi più catastrofici, il rogo del Black Thursday nel 1851, gli incendi di dicembre 2006, il dramma del Black Sunday del 2009 e i mega-roghi del 2019.

Incendi australiani più devastanti: storia in pillole

Incendi boschivi

Come già accennato, sono moltissimi gli incendi che hanno coinvolto l’Australia dal 1851 in poi. Proprio il 6 febbraio di quell’anno è avvenuto il dramma del Black Thursday nello stato di Victoria, con la perdita di ben 5.000.000 ettari di habitat naturali, la morte di 12 persone e l’uccisione di un milione tra ovini e bovini. Qualche anno più tardi, nel 1898, è stata la volta del Red Tuesday: vennero distrutti 260.000 ettari di terreno, persero la vita 12 persone e 2.000 abitazioni furono incendiate.

Roghi minori, ma non meno preoccupanti, si sono susseguiti fino agli anni ’40 del 1900, ma serve arrivare al 1967 per trovare un evento di estese dimensioni. Quell’anno fu la Tasmania colpita, con la perdita di 264.000 ettari, la distruzione di 1.700 abitazioni, 80 ponti, 4.800 linee elettriche, 1.500 automobili e la morte di 62.000 animali da fattoria. Nel 1969, invece, un incendio ha distrutto 1.000.000 di ettari nel Nuovo Galles del Sud, uccidendo tre persone.

Facendo un salto negli anni ’80, il 1983 ha rappresentato uno dei periodi più duri per la storia australiana. A partire dal 16 febbraio di quell’anno, infatti, un incendio ha causato gravi danni nello stato di Victoria, con 210.000 ettari distrutti, 2.080 case incendiate, 27.000 animali da fattoria persi e 47 persone decedute. Più di recente, si ricorda il vasto incendio del dicembre del 2006 e il Black Saturday del 2009, uno degli incendi più grandi che l’Australia ha mai visto. Dal 7 febbraio di quell’anno, infatti, sono andati perduti 450.000 ettari di risorse naturali, con 173 vittime, a causa di 400 incendi scoppiati pressoché contemporaneamente. Il più esteso, almeno negli ultimi 100 anni, rimane però l’incendio del 2019: fino a oggi, sono andati perduti approssimativamente 16.800.000 ettari di risorse naturali, con la distruzione di più di 3.000 abitazioni, la perdita di 1 miliardo di animali selvatici e la morte di circa 27 persone.

Incendi in Australia: le cause

Incendio

Quello dei roghi è un problema frequente in Australia, una manifestazione violenta della natura di cui si ha notizia sin dalla scoperta del continente. Le cause sono spesso del tutto naturali – le estati secche, torride e prive di pioggia, l’azione improvvisa dei fulmini, il surriscaldamento tempestivo del terreno – ma negli ultimi decenni è sempre più pesante la mano dell’uomo. Per la tornata del 2019, ad esempio, oltre alle cause naturali un peso determinante hanno avuto i cambiamenti climatici – con temperature con picchi di 45 gradi – ma anche l’azione di alcuni, seppur limitati, piromani.

Tra le ragioni umane più note, non solo la modificazione del clima e l’inquinamento atmosferico dovuto alle fonti fossili, ma anche alcune strategie di sviluppo che si sono rivelate fallaci. Ad esempio, recenti studi hanno confermato come una delle cause che hanno favorito gli incendi del 1983 è stata l’introduzione avvenuta sul territorio, sin dagli anni ’40, dell’Andropogon gayanus. Questa pianta erbacea, usata dal 1942 per alimentare i bovini, genera delle fiamme molto elevate in presenza di temperature torride. Inoltre, la distruzione di alcune foreste per far spazio alla coltivazione proprio di questa pianta ha privato i territori più critici alla salvifica copertura e ombra fornita dalle piante.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Un time lapse mostra come l’uomo sta distruggendo la Terra