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Cavalli selvatici abbattuti in Australia: sono invasivi

Cavalli selvatici abbattuti in Australia: sono invasivi

Fonte immagine: Swissmediavision via iStock

L'Australia ha deciso: i cavalli selvatici delle alpi nello stato di Victoria verranno soppressi, nonostante l'opposizione dei gruppi ambientalisti.

I cavalli selvatici presenti nello stato australiano di Victoria verranno abbattuti, poiché specie considerata invasiva e non autoctona. Nonostante le battaglie condotte dai gruppi animalisti negli ultimi mesi, la locale corte federale ha rigettato le richieste di stop avanzate dall’Australian Brumby Alliance, garantendo all’amministrazione dello stato di procedere con la soppressione degli equini in sovrannumero.

La contrapposizione prosegue ormai da diversi anni. Da un lato la Parks Victoria, agenzia governativa che desidera l’immediata rimozione di tutti i cavalli presenti sulle alpi australiane. Dall’altra l’Australian Brumby Alliance, organizzazione di stampo ambientale e animalista pronta a contestare un simile piano, ricordando l’importanza di questi animali e il loro retaggio culturale per lo sviluppo dell’intera regione.

I cosiddetti “brumbies” sono dei cavalli selvatici che, da diversi decenni, abitano le zone montane delle alpi australiane, a sud del continente. Non si tratta di una specie autoctona, ma la loro presenza ha comunque origini molto antiche, tanto da risalire ai primi coloni giunti sull’isola. Lo stato di Victoria da tempo ne richiede la soppressione, poiché ritiene che questi animali siano dannosi per la fauna e la flora locale, mentre un approccio diverso è stato scelto dal vicino Nuovo Galles del Sud, che dallo scorso hanno ha deciso di offrire protezione a livello di legge per gli ormai caratteristici equini.

La corte federale ha rinvenuto che la presenza dei cavalli abbia “un significativo impatto sul valore delle alpi australiane” e, per questa ragione, ha approvato i piani governativi, richiedendo all’organizzazione ambientalista il pagamento dei costi relativi all’attuazione della strategia di cattura e uccisione. In particolare, l’eccessiva moltiplicazione della locale popolazione di cavalli – più che raddoppiata nel corso di cinque anni – avrebbe convinto i giudici a garantire misure di contenzione. Non è però tutto, poiché gli esperti dello stato di Victoria ritengono che la colpa sia propria del vicino Nuovo Galles del Sud: le leggi per proteggere questi cavalli ne avrebbero favorito una riproduzione indiscriminata.

Forse come conseguenza delle proteste animaliste, il governo di Victoria ha promesso di trovare nuove sistemazioni per alcuni dei cavalli in eccesso, mentre gli altri saranno soppressi “in modo umano”. La Parks Victoria ha comunque voluto sottolineare come le alpi australiane si caratterizzino per una “vita selvatica, piante e habitat molto fragili”, di conseguenza la presenza dei cavalli rimarrebbe dannosa. Mark Norman, a capo dei piani di conservazione dell’agenzia, ha infatti ribadito:

Le alpi di Victoria sono la casa di specie che non si vedono altrove al mondo. Si sono evolute in milioni di anni e non si sono adattate alle pressioni di animali da mezza tonnellata come cavalli e cervi, i quali causano gravi danni alla vegetazione, ai corsi d’acqua e agli habitat. La nostra natura selvatica autoctona ha bisogno d’aiuto, non ha altre possibilità.

Non è dello stesso avviso Jill Pickering, a capo dell’Australian Brumby Alliance:

Continueremo a combattere per i brumbies, la loro piccola popolazione sulle alpi orientali di Victoria è una insostituibile parte dell’eredità culturale dell’Australia.

Fonte: The Guardian

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