Attacchi di ansia: come riconoscerli e cosa fare

Attacchi di ansia: come riconoscerli e cosa fare

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Gli attacchi di ansia sono molto frequenti: ecco come riconoscerli, quali sono i sintomi e le cause scatenanti, quindi cosa fare per affrontarli.

Gli attacchi d’ansia sono un evento normale e molto comune. La maggior parte delle forme di ansia si manifestano con sintomi come aumento della frequenza respiratoria e della frequenza cardiaca: i tipici segni fisici che si hanno quando ci si prepara ad affrontare una prova o un esame. Si tratta di segnali transitori e di breve durata, tuttavia se diventano frequenti ed intensi possono essere accompagnati anche da una sensazione di perdita di controllo e nausea. L’eccessiva frequenza di uno stato di ansia può avere un effetto davvero pesante sulla salute fisica e mentale: può intralciare il normale svolgimento della vita familiare, lavorativa e sociale. Inoltre, il disagio prolungato può portare a sviluppare disturbi del sonno.

I dati epidemiologici su questa malattia indicano che ne soffrono più di 50 milioni di persone nel mondo.

I tipi di ansia

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Avvertire ansia e agitazione, anche molto intense, è del tutto normale: tutti potrebbero averle provate prima di parlare in pubblico, di presentarsi a un colloquio di lavoro o a un esame.

Esistono diversi tipi di disturbo d’ansia:

  • Il disturbo d’ansia generalizzato, che si manifesta senza una ragione apparente e si considera tale se la preoccupazione estrema per una varietà di cause più o meno reali dura sei mesi o più.
  • Il disturbo d’ansia sociale è una paura paralizzante degli incontri sociali, per timore di essere giudicato o umiliato dagli altri. Questa grave fobia sociale può influire molto sulla sfera personale e portare in casi gravi anche all’isolamento. L’età tipica di esordio di questa condizione è l’adolescenza.
  • Il disturbo da stress post-traumatico, che si sviluppa dopo aver assistito o vissuto un evento traumatico. I sintomi possono iniziare immediatamente o essere ritardati anche di qualche anno.
  • Il disturbo ossessivo-compulsivo che induce i pazienti a eseguire particolari rituali, detti compulsioni, per mantenere una certa apparente serenità.

Dal punto di vista medico, anche le fobie sono anche disturbi d’ansia. Le fobie comuni includono la paura di spazi ristretti o dell’altezza.

Sintomi del disturbo d’ansia

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L’ansia si manifesta in molti modi diversi. I sintomi possono essere unici per il tipo di disturbo d’ansia o anche per individuo. Tutti, però, includono preoccupazione eccessiva.

I sintomi generali includono:

  • nervosismo, irritabilità, irrequietezza;
  • sonnolenza, eccessiva stanchezza;
  • difficoltà di concentrazione.

Durante i momenti di estrema ansia o durante un attacco di panico, questi sintomi possono essere accompagnati da:

  • senso di pericolo;
  • tremori, vertigini, debolezza;
  • mancanza di respiro;
  • sudorazione eccessiva;
  • intorpidimento o formicolio nelle mani;
  • battito cardiaco accelerato, palpitazioni;
  • dolore al petto;
  • iperventilazione.

Un attacco d’ansia è spesso un evento imprevisto: si manifesta anche senza che vi sia una causa scatenante identificabile.

Fattori di rischio

I disturbi d’ansia possono manifestarsi in qualsiasi fase della vita, ma di solito iniziano dopo i 45 anni. Le donne il 60% in più di probabilità di avere un disturbo d’ansia rispetto agli uomini. Le esperienze di vita traumatiche o comunque difficili possono aumentare il rischio, così come una condizione medica grave o l’abuso di sostanze stupefacenti.

Cosa fare

La diagnosi del disturbo d’ansia è di competenza del medico, che di seguito si occuperà anche di definire la terapia con farmaci associata o meno alla psicoterapia cognitiva e comportamentale. Il trattamento per i disturbi d’ansia dovrebbe essere considerato a lungo termine. Nella maggior parte dei casi la terapia ha successo e consente ai pazienti di condurre una vita normale.

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