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Atlante mondiale zuppa di plastica: origine e soluzioni al problema

Atlante mondiale zuppa di plastica: origine e soluzioni al problema

Fonte immagine: Legambiente

Presentato in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani il libro Atlante della zuppa di plastica, realizzato da Legambiente e Plastic Soup Foundation.

L’inquinamento dei mari causato dai rifiuti in plastica è ormai un fenomeno mondiale. Per documentarlo e per sensibilizzare verso un cambiamento nei consumi di tutti i giorni è uscito il libro, edito da Edizioni Amibiente, intitolato “Atlante mondiale della zuppa di plastica“. A curarne la stesura Legambiente e Plastic Soup Foundation.

Lotta alla plastica che passa anche, come sottolineato nella sua prefazione dal presidente di Legambiente Stefano Ciafani, dall’impegno dei volontari e dall’attento lavoro scientifico che viene condotto in occasione delle giornate di raccolta dei rifiuti:

Il marine litter è un’emergenza ambientale planetaria, la seconda dopo i cambiamenti climatici. L’Atlante mondiale della zuppa di plastica ne fornisce una chiave di lettura divulgativa e approfondita, a cui la nostra associazione ha contribuito con il capitolo sull’Italia. È importante parlare del nostro paese perché sul contrasto all’inquinamento ambientale da plastica siamo un modello a livello internazionale. Ci capita raramente, ma quando succede vale la pena rivendicarlo. Questo primato lo viviamo anche come un risultato del lavoro di Legambiente, visto che le nostre prime campagne sul tema risalgono alla metà degli anni Ottanta.

Un lavoro integrato con una quarantennale esperienza di citizen science (il contributo dei cittadini alla conoscenza dei problemi ambientali e alla loro risoluzione) che autorevoli fonti istituzionali descrivono come la più importante a livello internazionale e che abbiamo avuto l’onore di raccontare a New York durante la Conferenza mondiale dell’ONU sugli oceani nel giugno 2017, anche in Assemblea Generale.

In base ai dati raccolti in questi anni dalla stessa associazione contribuiscono a rendere l’idea di quanto impattante possa essere il “marine litter“. Nelle oltre 600 spiagge ripulite nel 2018 dai volontari sono stati rinvenuti 200mila elementi tra tappi e bottiglie, oltre 100mila cotton fioc e circa 62mila tra bicchieri, piatti, posate e cannucce di plastica. Ha proseguito Legambiente:

L’ultima indagine Beach Litter ha permesso di registrare una media di 968 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia su 93 spiagge italiane tra aprile e maggio scorso: l’81% di questi è rappresentato dalla plastica.

Rifiuti contati e catalogati anche per sfatare un mito: la maggior parte dei rifiuti che giacciono sulle nostre spiagge non sono rifiuti abbandonati direttamente in loco dalle persone. L’inquinamento dei mari ha origine per almeno l’80% sulla terraferma, dall’abbandono consapevole ma anche e soprattutto dalla cattiva gestione dei rifiuti da parte dei comuni e delle società di igiene urbana e dalla cattiva depurazione dei reflui civili.

Nel libro spazio anche all’importanza di quelle che sono le campagne di informazione e i bandi, che permettono di ridurre il consumo di plastica come accaduto per le buste destinate all’asporto merci. Analizzato nel volume anche il problema delle microplastiche, che ormai contaminano anche i principali laghi italiani.

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