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Assalito dalle api: muore apicoltore italiano in Africa come cooperante

Assalito dalle api: muore apicoltore italiano in Africa come cooperante

Fonte immagine: Pixabay

Un apicoltore italiano, partito per insegnare in Africa le tecniche di questo difficile mestiere, è deceduto a seguito di uno shock anafilattico.

Era partito per l’Africa, allo scopo di insegnare alle popolazioni locali il difficile e prezioso mestiere dell’apicoltore. Ma lo scorso 26 agosto è stato assalito da uno sciame d’api, per un incidente purtroppo fatale. È questa la storia di Francesco Ruini, un apicoltore sessantaseienne di Reggio Emilia, da qualche tempo in Ghana per tramandare la sua importante conoscenza a un gruppo di allevatori locali.

Così come riportato da alcuni quotidiani nazionali, Ruini si trovava nella città di Nkoranza, per una collaborazione avviata con l’associazione di volontariato Africa Libera, di Carpi. All’interno di un più ampio progetto di sviluppo agricolo, così come specifica Il Fatto Quotidiano, l’uomo si occupava della formazione di nuovi apicoltori, forte della sua passione e della sua esperienza sul campo. Lo scorso lunedì, stando a quanto riportato dalle ricostruzioni, l’uomo sarebbe stato però assalito da uno sciame di api: le punture riportate avrebbero scatenato un forte shock anafilattico, purtroppo fatale.

Il sessantaseienne avrebbe dovuto fare ritorno fra pochi giorni in Italia, lascia moglie e due figli. Appartenente all’associazione apicoltori di Reggio e Parma, è stato negli anni riconosciuto e apprezzato per il suo lavoro, così come ricorda Roberto Reggiani – presidente dell’Associazione – in un breve citato riportato sempre da Il Fatto Quotidiano.

Un vero maestro di apicoltura e cooperazione, attitudine che aveva appreso dagli insetti che curava con tanta passione.

La tutela delle api, degli insetti fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo e la protezione della biodiversità, passa oggi anche dall’apicoltura. La possibilità di implementare e gestire nuovi alveari, infatti, non risponde solo alle necessità di produzione del miele, ma è anche un mezzo di protezione per la api stesse, oggi sempre più minacciate dai cambiamenti climatici.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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