• GreenStyle
  • Consumi
  • Aruba: ecco come abbiamo risparmiato tonnellate di CO2 con i green data center

Aruba: ecco come abbiamo risparmiato tonnellate di CO2 con i green data center

Aruba: ecco come abbiamo risparmiato tonnellate di CO2 con i green data center

Fonte immagine: Aruba

Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, ci ha spiegato come si possono risparmiare circa 18 milioni di tonnellate di CO2 all'anno con un green datacenter.

In media i Data Center dispongono di una connessione alla rete elettrica, gruppi di continuità e un generatore diesel di riserva per far fronte a tutti i tipi di richieste. Appare chiaro, quindi, quanto i consumi di un data center possano essere imponenti.
Oggi si assiste ad una fortissima crescita dei consumi energetici in genere, motivo per cui è necessario prendere atto del fenomeno e attivarsi per fare scelte che sin dalla fase progettuale siano efficaci in termini di sostenibilità e impatto ambientale. Anche perché si stima che entro il 2025 i data center consumeranno un quinto di tutta l’energia generata nel mondo, quindi non c’è tempo da perdere.
Come fare, quindi, per intraprendere strategie green? Ne abbiamo parlato con Gabriele Sposato, Direttore Marketing di Aruba, che ci ha raccontato come negli ultimi anni ci sia stato uno spostamento concertato da parte dei data center e dei fornitori di servizi cloud per trovare “strategie green” così da ridurre il consumo e impegnarsi a fare un uso intelligente delle energie rinnovabili.

Secondo Sposato: “è fondamentale adoperarsi per consumare in maniera intelligente, impegnandosi a favorire l’uso delle energie rinnovabili. Il ruolo dei data center nella sfida per abbattere le emissioni di CO2 e tagliare i costi energetici è sicuramente centrale”.
Ma, quindi, come rendere un data center a impatto zero? Secondo Sposato “è necessario abbracciare tutte le tecnologie green che riguardano l’alimentazione, gli UPS e i sistemi di condizionamento. Ma il primo passo è quello di pensare fin dalla prima fase di progettazione all’impatto che un data center avrà in termini di consumo energetico. Quando un’azienda progetta un nuovo data center deve pensare fin dall’inizio – oltre che a come garantire la massima affidabilità, sicurezza e prestazioni – anche a come raggiungere la massima efficienza e risparmio energetico: grazie a questo modello, oggi Aruba riesce mediamente a risparmiare l’emissione di circa 18 milioni di tonnellate di CO2 all’anno”.

Gabriele Sposato
Gabriele Sposato

Il caso concreto in tal senso lo offre Global Cloud Data Center, il data center campus dell’azienda alle porte di Milano, che utilizza interamente energia rinnovabile con certificazione Garanzia di Origine (GO) e che genera la propria energia attraverso una centrale idroelettrica proprietaria e pannelli solari. Non solo, ci spiega Sposato che “un sistema geotermico, inoltre, attinge alla falda per un raffreddamento eco-compatibile. Un data center green al 100% è effettivamente autosufficiente, con strutture avanzate che producono energia propria da idroelettrico, eolico e solare o una combinazione di tutti e tre, per garantire che la propria potenza sia completamente rinnovabile”.

Oltre a questo e più in generale “è necessaria una presa di coscienza per capire che è essenziale investire in quelle fonti che devono essere vicine al luogo in cui poi si utilizza l’energia, per evitare tutti gli sprechi dovuti ai trasporti. Se si considera la produzione di energia, nelle fasi di trasformazione e di trasporto se ne perde il 30/40%: questo viene meno con la produzione in loco, e a parità di costi. Per le aziende che consumano grandi quantità di energia, quindi, dovrebbe essere obbligatorio guardare alle forme di autoproduzione o, dove non possibile, quantomeno alla cogenerazione ad alto rendimento”.

Conclude Sposato che “se si cominciasse a mettere insieme tutti questi sforzi e ad applicarli a tutti i settori industriali si farebbe una differenza enorme, conducendo una partita vincente sia per le imprese, sia per l’ambiente. Si tratta di una procedura che prima di tutto è eticamente corretta ma che, inoltre, comporta meno sprechi, consente di gestire più liberamente i prezzi e rende più competitive le aziende dal punto di vista commerciale”.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Una Pila alla Volta: intervista a Giulio Rentocchini