Artico, temperature record: +20 gradi sopra la norma

Artico, temperature record: +20 gradi sopra la norma

Fonte immagine: Pixabay

Artico, le temperature aumentano più di quanto previsto: a rischio la sopravvivenza dei ghiacci, aumenta il livello del mare.

I ghiacci dell’Artico rischiano di scomparire per sempre, a causa di temperature record ben oltre alle previsioni degli scienziati. È quanto conferma il Climate Reanalyzer dell’Università del Maine, pronto a sottolineare come nel Circolo Polare Artico si registrino valori anche di 20 gradi sopra la norma.

Le conseguenze potrebbero essere inimmaginabili. Il rapido scioglimento dei ghiacci determinerà infatti l’aumento dei livelli del mare a livello internazionale. E l’Italia rischia di essere fra i Paesi più colpiti, così come ha evidenziato qualche tempo fa un rapporto dell’ENEA.

Artico: temperature anomale

I dati raccolti dall’Università del Maine risultano particolarmente allarmanti. Un’area da circa 7.7 milioni di miglia quadrate – pari a due volte la grandezza degli Stati Uniti – è ormai costantemente coinvolta da temperature ben al di sopra al normale. Circa 20 gradi più durante l’inverno, un fatto che limita la formazione dei ghiacci stagionali e accelera i processo di scioglimento nel successivo semestre primaverile ed estivo.

Secondo Zack Labe, esperto di clima artico per l’Università del Colorado, al Polo Nord la colonnina di mercurio starebbe salendo tre volte più velocemente rispetto al resto del mondo, un evidente dimostrazione dell’esistenza dei cambiamenti climatici:

Sta diventando un promemoria annuale dei rapidi effetti dei cambiamenti climatici.

In alcune aree sono state rilevate temperature di -11 gradi centigradi, ben 15 in più rispetto al normale, e piccole zone hanno toccato anche il record negativo di -1 gradi. Raggiunto lo 0 termico, il ghiaccio inizia lentamente a sciogliersi.

I ghiacci non riescono a riformarsi

L’aumento delle temperature all’Artico ha visto un’impennata in tempi relativamente recenti, tuttavia il processo è attivo già dal 1970. Da allora, il volume dei ghiacci al Polo Nord si è ridotto di due terzi ed è stato irrimediabilmente alterato il processo di formazione stagionale.

Poiché anche il Polo Nord è esposto all’andamento delle stagioni, ciclicamente i ghiacci subiscono un processo di trasformazione. A ridosso dell’estate una porzione inizia a sciogliersi, per poi riformarsi l’autunno successivo. Da qualche decennio a questa parte, però, il ghiaccio non riesce a riformarsi completamente con l’arrivo di temperature più fredde e rimangono quindi vaste aree dell’Artico scoperte.

L’Artico si è trasformato da un’area di spesso e vecchio ghiaccio marino in uno strato di ghiaccio sottile, di recente formazione, accompagnato da un riscaldamento sia delle acque che dell’aria.

Gli esperti ora temono che questo processo possa avere effetti irreversibili a tutte le latitudini, proprio con l’aumento dei livelli del mare, la modifica delle correnti oceaniche e la perdita di numerosi habitat.

Fonte: CBS

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