Artico: emissioni record a causa degli incendi

Artico: emissioni record a causa degli incendi

Fonte immagine: Pixabay

Livelli record di CO2 e altri inquinanti nell'Artico, a causa dei numerosi incendi che hanno caratterizzato la recente stagione estiva.

Al Circolo Polare Artico si registrano concentrazioni record di CO2 e altri inquinanti. E la causa è la violenta stagione degli incendi che ha caratterizzato l’estate del 2020. È quanto confermano i ricercatori del Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), con la collaborazione del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf).

Gli ultimi mesi hanno visto un aumento sensibile dell’attività dei roghi in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti, dove vaste aree della California sono tutt’oggi in fumo. E addirittura più grave è la situazione in Russia, nella Repubblica di Sakha, dove le fiamme ormai ardono ininterrottamente da settimane. I roghi hanno liberato in atmosfera grandi quantità di CO2 e altri inquinanti, come il particolato PM 10 e il più pericoloso PM 2.5.

Così come riferisce ADNKronos, gli scienziati hanno usato il Cams Global Fire Assimilation System (Gfas) per analizzare le emissioni di CO2 oggi presenti al Circolo Polare Artico. I risultati sono allarmanti: la crescita è di un terzo rispetto al 2019, 244 megatonnellate al 31 agosto rispetto alle 181 rilevate nel 2019 nello stesso periodo.

Mark Parrington, Senior Scientist per il Cams, ha così commentato la situazione attuale:

Gli incendi nell’Artico stanno bruciando da metà giugno e hanno già sorpassato per intensità e di conseguenza per emissioni di CO2 quelli del 2019.Grazie ai dati forniti dal nostro servizio parallelo presso Ecmwf, Copernicus Climate Change Service (C3S), sappiamo che le condizioni climatiche di caldo e secco sono state nuovamente prevalenti durante questa estate. Il nostro monitoraggio è fondamentale per comprendere l’impatto sull’atmosfera, in termini di inquinamento dell’aria, esercitato dalle dimensioni e dall’intensità di questi incendi. Questo permette anche la diffusione in tutto il mondo di informazioni utili per gli scienziati, i politici e per tutti gli enti rilevanti.

Gran parte degli incendi ha un’origine naturale, dovuta all’aumento delle temperature durante la stagione estiva e al clima sempre più torrido. Non si escludono nemmeno gli “incendi-zombie”, ovvero dei roghi rimasti attivi sottoterra nella stagione invernale e poi giunti in superficie. Ma vi è anche la mano dell’uomo, con moltissime fiamme di natura dolosa.

Fonte: ADNKronos

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