L’Artico va a fuoco: oltre 100 incendi tra giugno e luglio

L’Artico va a fuoco: oltre 100 incendi tra giugno e luglio

Fonte immagine: skeeze via Pixabay

Nelle zone circostanti il Circolo Polare Artico si sono verificati una serie di incendi senza precedenti: oltre 50 megatoni di CO2 emessi nel solo giugno.

Negli ultimi anni l’Artico sta bruciando. Detta così sembra una boutade, ma in realtà è il risultato finale di un’attività di monitoraggio effettuata dal NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) e dal WMO, l’Organizzazione meteorologica mondiale.

Un avvenimento definito “senza precedenti” al termine di numerose osservazioni, effettuate in collaborazione con il Programma di Osservazione della Terra dell’Unione Europea, che hanno permesso di scoprire oltre 100 incendi tra giugno e luglio lungo le aree circostanti il Circolo Polare Artico, in particolare Alaska e Siberia. Una serie di disastri dalla portata notevole, che soltanto a giugno ha causato l’emissione di circa 50 megatoni di CO2.

Nonostante l’impossibilità nel mettere in relazione questi disastri ambientali con il riscaldamento globale, l’assenza di neve e ghiaccio permette il propagarsi indisturbato di questi disastri, con effetti devastanti sull’ambiente e gli ecosistemi. Nella sola Alaska, quest’anno si sono verificati oltre 369 incendi con la perdita di oltre 260mila ettari di superficie boschiva. Dati che hanno imposto una riflessione a Merritt Turetsky, professore dell’University of Guelph, in Ontario:

Alcuni incendi sono ordinaria amministrazione, anche nell e aree circostanti l’Artico. Tuttavia l’aumento della temperatura generale e un clima più asciutto generale della zona non solo rendono più infiammabili gli idrocarburi e i carburanti, ma aumenta la probabilità di autocombustioni a causa della notevole densità boschiva della zona.

Un ennesimo fenomeno senza precedenti, in una delle aree del pianeta più sensibili ai cambiamenti climatici: negli ultimi anni, in diversi punti del Circolo Polare Artico sono stati riscontrati aumenti della temperatura anche oltre i 3 gradi sopra la media stagionale.

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