Apple, in scena la sostenibilità

Apple, in scena la sostenibilità

Fonte immagine: iStock

Durante la Milano MovieWeek l’anfiteatro Apple in Piazza Liberty si è trasformato in un cinema all’aperto con la proiezione di Sea of Shadows e Atlantico.

I prodotti veramente innovativi sono quelli che cambiano il mondo. Non il Pianeta. È uno dei claim di Apple, azienda che da sempre ha tra i propri valori quello della sostenibilità ambientale perché non può esserci business senza salvaguardia dell’ecosistema. Una visione che coinvolge anche fornitori e consumatori con programmi ad hoc e linguaggi molteplici, per lasciare un futuro migliore alle prossime generazioni.

Tra le ultime iniziative spicca quella della sensibilizzazione attraverso il canale cinematografico: nell’anfiteatro esterno di Apple in Piazza Liberty a Milano sono stati proiettati Atlantico e Sea of Shadows, due documentari ispirati al mondo dell’acqua. L’evento si inserisce nella cornice culturale della Movie Week 2019, che fino al 20 settembre anima la città meneghina con proiezioni, conferenze, workshop, mostre, eventi speciali e progetti sperimentali dedicati alla settima arte.

Atlantico e Sea of Shadows

A volte le immagini sono più potenti delle parole, come nel caso di Atlantico, di Ettore Favini, dove le riprese suggestive di paesaggi d’acqua, aria e suolo fanno riflettere lo spettatore sul passato e presente, attraverso le trasformazioni dei luoghi documentati poeticamente dalla metamorfosi dell’acqua.

L’opera si ispira al Codice Atlantico di Leonardo, conservato nella Biblioteca Ambrosiana di Milano, con un riferimento ai paesaggi e alla nebbia tradotti nel famoso “sfumato” leonardesco, che portano a vivere un’esperienza immersiva emozionante. Tra l’altro, fino a gennaio 2020 Atlantico è ospitato negli spazi del Museo del Novecento con una videoinstallazione che spinge a meditare sulla sostenibilità e sul degrado ambientale, temi più che mai attuali.


Sea of Shadows fa tenere gli occhi incollati allo schermo, lo sanno bene gli spettatori che nell’anfiteatro di Apple in Piazza Liberty hanno assistito alla prima proiezione pubblica italiana. Questo docufilm, diretto dal regista Richard Ladkani e prodotto da Leonardo Di Caprio, racconta la lotta ambientalista per salvare dall’estinzione la focena vaquita, un piccolo mammifero oceanico somigliante al delfino, che vive solo nella parte settentrionale del Golfo della California ed è uno degli animali più minacciati del mondo.

La trama intreccia le storie di due specie marine condannate a morte dall’uomo: il pesce totoaba – soprannominato “cocaina acquatica” per via dei prezzi vertiginosi raggiunti dalla vendita della sua vescica natatoria (fino a 100mila dollari a pezzo) ricca di collagene da usare a scopi cosmetici – e la vaquita che finisce strangolata nelle reti illegali lasciate in acqua per catturare il pesce totoaba.

Mentre in mare un gruppo di ambientalisti cerca di impedire la pesca illegale, sulla terraferma si aprono le indagini sulla corruzione dei funzionari governativi messicani, cui seguono scene sui contrabbandieri, sulla mafia cinese, sul commercio illegale, sulla sete di denaro e sulle ragioni dei pescatori.

Apple green

L’azienda di Cupertino investe miliardi di dollari in energie pulite, programmi di riciclo dei prodotti, materiali a basso impatto ambientale e innovazioni tecnologiche sostenibili, per contribuire a contrastare attivamente il cambiamento climatico.

Ad esempio tutte le sue strutture nel mondo sono interamente alimentate da energie rinnovabili, mentre la scorsa primavera Apple ha comunicato di avere quasi raddoppiato il numero di fornitori che si sono impegnati ad alimentare gli impianti per la fabbricazione dei suoi prodotti solo con energia pulita, superando l’obiettivo di introdurre 4 gigawatt di energie rinnovabili nella filiera entro il 2020, con più di 1 gigawatt aggiuntivo previsto entro questo arco temporale.

Nel campo del riciclo innovativa è l’invenzione di Daisy, un robot della catena di smontaggio in grado di disassemblare 15 diversi modelli di iPhone recuperando una maggiore quantità e varietà di materiali rispetto agli altri impianti di riciclo. 
La maggior parte dell’alluminio recuperato dagli iPhone è servita ad esempio per realizzare il guscio in alluminio riciclato al 100% di MacBook Air.

Il cobalto recuperato dalla batteria dell’iPhone viene usato per produrre batterie nuove: la filosofia è quella che più si riusa e meno si estrae dalla Terra. Per le saldature della scheda logica principale di iPhone viene usato soltanto stagno riciclato, che ha una resa identica a quella del materiale appena estratto e, stando alle stime, durante il 2019 l’azienda ridurrà di oltre 29mila tonnellate le estrazioni di questo metallo. Ancora, più di 40 componenti di iPhone XS, iPhone XS Max e iPhone XR contengono plastica riciclata e il 100% delle fibre di legno usate per gli imballaggi proviene da materiali riciclati o da foreste a gestione sostenibile.

Se sono in buone condizioni i dispositivi Apple si possono dare anche in permuta, così da dargli una seconda chance – basti pesare che più di due terzi dei dispositivi restituiti tramite il programma di permuta Apple Trade In hanno trovato un nuovo proprietario. Infine per ogni prodotto Apple c’è un report ambientale, che misura l’impatto sulla carbon footprint totale, verifica la sostenibilità e la sicurezza dei materiali di cui è fatto.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Seeds&Chips: intervista a Renzo Pedretti – Corteva Agriscience