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Apple impedisce riparazioni da parte di terzi: obsolescenza programmata?

Apple impedisce riparazioni da parte di terzi: obsolescenza programmata?

Fonte immagine: Pixabay

Un chip presente nei computer Mac non permetterebbe la riparazione da centri di elettronica al di fuori della casa madre, accorciandone il ciclo di vita.

Apple segnalata all’Antitrust per aver inserito nei suoi computer un chip che impedisce le riparazioni di terze parti. L’accusa arriva dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC) che si è rivolta direttamente all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato dopo aver riscontrato l’anomalia.

Secondo l’UNC, Apple avrebbe montato nei sui dispositivi un particolare chip che non permette a centri diversi da quelli gestiti dalla casa madre di poter aggiustare i nuovi Mac.

Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha dichiarato:

“Che sia un centro autorizzato o indipendente, il consumatore dovrebbe poter scegliere liberamente dove rivolgersi per la riparazione del proprio computer Apple, per motivi di fiducia, convenienza o quant’altro”.

Dal canto suo l’azienda statunitense con sede a Cupertino (California), ha confermato la presenza del chip, giustificata da motivi legati alla sicurezza dell’utente: per questo rende impossibile la riparazione da parte di personale di centri non autorizzati dall’azienda stessa.

La questione rientra in quella più ampia dell’obsolescenza programmata, una strategia utilizzata dalle aziende di elettronica per definire il ciclo di vita di un prodotto, in modo da limitarne la durata nel tempo e indurre il consumatore ad acquistare nuovi prodotti. Rendendo più complessa la riparazione dei propri prodotti da parte di terzi, Apple obbligherebbe, nel peggiore dei casi, a un acquisto ex-novo di una unità che invece potrebbe essere riparata e “rigenerata” per consentirle anni di vita in più.

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