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Antibiotici: resistenza causa 10mila morti all’anno in Italia

Antibiotici: resistenza causa 10mila morti all’anno in Italia

Resistenza agli antibiotici sempre più un problema italiano, con 10mila decessi all'anno in Italia: circa un terzo dei 33mila totali a livello europeo.

È l’Italia il Paese in Europa con il maggior numero di decessi legati all’antibiotico-resistenza. A darne nota è l’Istituto Superiore di Sanità, che sottolinea come nel Bel Paese siano riconducibili a tale fattore circa 10mila morti sulle 33mila totali a livello europeo. Un bilancio tre volte superiore a quello delle vittime degli incidenti stradali.

Di resistenza agli antibiotici si sta discutendo nell’ambito della “Settimana mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici”, che si svolge dal 18 al 24 novembre 2019. Come sottolineato dall’ISS l’andamento in Italia è in leggerissimo calo, ma si conferma ancora pericoloso l’abuso di questi farmaci da parte degli italiani.

Secondo la dott.ssa Annalisa Pantosti, responsabile Ar-ISS (Sorveglianza nazionale dell’Antibiotico-resistenza), l’Italia è ancora ad alto rischio per quanto riguarda sia la “antibiotico-resistenza che la multi-resistenza delle specie batteriche”. Messe in atto strategie comunicative e informative per la promozione di:

Un uso appropriato degli antibiotici e di interventi per il controllo delle infezioni nelle strutture di assistenza sanitaria. In questo contesto, il Piano nazionale di contrasto dell’antibiotico-resistenza (Pncar) 2017-2020 rappresenta un’occasione per migliorare e rendere più incisive le attività di contrasto del fenomeno a livello nazionale, regionale e locale.

Fa riflettere anche il dato fornito dall’ECDC (Centro Europeo per il Controllo delle Malattie), secondo cui gli operatori sanitari comprenderebbero con chiarezza (nell’89% dei casi) il legame tra prescrizioni e somministrazione di antibiotici ed emergenza relativa alle specie batteriche resistenti, ma solo il 58% ritiene di rivestire un ruolo di rilievo per arginare il fenomeno.

Resistenza agli antibiotici che ha fatto discutere anche in relazione ai recenti casi di batterio New Delhi, che nella sola Toscana si sospetta responsabile per oltre 40 morti (a fronte di almeno 129 casi finora accertati). Come ha dichiarato Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità:

Il New Delhi è un ceppo nuovo di Klebsiella, un batterio multiresistente ai farmaci che in passato ha colpito tanti nostri ospedali. Questi microrganismi si trasmettono attraverso le mani degli operatori sanitari o procedure mediche invasive, ferite, il contatto con dispositivi medici infetti o feci dei pazienti colonizzati. Anche un paziente che passa da un ospedale all’altro lo può diffondere.

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