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Antibiotici nei polli: famose catene di fast food dicono basta

Antibiotici nei polli: famose catene di fast food dicono basta

Fonte immagine: Pixabay

Le più grandi catene di fast food del mondo hanno deciso di dire basta all'utilizzo esagerato di antibiotici negli allevamenti di pollo da cui si servivano.

Stop agli antibiotici negli allevamenti avicoli. Finalmente dopo la decisione presa dal fast food McDonald’s anche Burger King ha deciso di intraprendere la stessa strada, tagliando così in modo progressivo l’utilizzo di questi medicinali nella fornitura del pollo che veniva poi cotto, cucinato e servito nella loro catena di ristoranti.

A diffondere la notizia è stato il portale statunitense Consumerist che, parlando di sostenibilità alimentare, ha dichiarato come gli antibiotici abbiano senza dubbio un delicato ruolo nel benessere degli animali, ma come in ogni cosa il troppo porta conseguenze negative.

Così anche in Italia molte catene e società produttrici di carne hanno deciso di dire basta all’utilizzo di antibiotici, riducendone l’uso di molto. Fra queste anche Amadori, Guidi, Fileni, Valverde, Coop.

Il tutto per i prodotti avicoli mentre persiste l’uso di antibiotici in carni bovine e suine. Perchè? Perchè gli animali ne hanno bisogno nel trattamento di alcune malattie, ma un abuso di questi medicinali si trasforma in una resistenza agli antibiotici che dall’animale arriva a noi.

I batteri resistenti agli antibiotici si formano anche così: con una errata somministrazione di farmaci e antibiotici. Per questo motivo bisognerebbe ridurne l’utilizzo e limitarlo solo a casi veramente importanti e necessari.

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