Antartide: una spedizione per scoprire 100 mila anni di storia

Antartide: una spedizione per scoprire 100 mila anni di storia

Fonte immagine: Pexels

Parte dal Cile una spedizione che proverà a svelare i segreti dell'ecosistema marino dell'Antartide, che non vede la luce del sole da 100 mila anni.

Centomila anni di segreti nascosti sotto i ghiacciai dell’Antartide che, però, potrebbero essere presto svelati da una spedizione di ricercatori in partenza dal Cile. Reputato ancora uno dei pochi luoghi incontaminati rimasti sul pianeta, l’ecosistema marino in questione è diventato accessibile in seguito al distacco della piattaforma “Larsen C”: l’iceberg di circa 100 miliardi di tonnellate (con una superficie di 5 mila e 800 chilometri quadrati e uno spessore di 200 metri), che si è staccato dall’Antartide nel luglio del 2017.

A diffondere la notizia di questo importante progetto di ricerca, la rivista specializzata Nature, che ne ha svelato l’obiettivo:

Potrà aiutare a capire come si è sviluppata ed evoluta la vita in un ambiente rimasto nell’oscurità, senza la luce solare, per migliaia di anni, e come questo ecosistema si è adattato ai cambiamenti climatici.

Per raggiungere il luogo verrà utilizzata una nave “rompighiaccio”. La spedizione proverà a portare a termine l’impresa già tentata lo scorso anno dalla British Antarctic Survey (organizzazione che si occupa di ricerca scientifica sull’Antartide), fallita per via di una barriera di ghiaccio spessa 5 metri, che si è posta come ostacolo sulla rotta. Un fatto che costrinse il gruppo a dover rinunciare al progetto.

Il team dovrebbe portare avanti i propri studi per un periodo di 9 settimane, e sarà capitanato da Boris Dorschel, dell’Istituto tedesco Alfred Wegener per la ricerca polare e marina, che ha dichiarato:

Attualmente le condizioni sembrano favorevoli, l ghiaccio che ha fermato la spedizione di BAS è ora alla deriva dal Mare di Weddell. Lavoreremo 24 ore su 24 per raccogliere più dati possibili. Siamo eccitati di esplorare uno degli ultimi luoghi quasi incontaminati della Terra.

Oltre agli strumenti standard per analizzare l’acqua, gli scienziati utilizzeranno un robot telecomandato per l’esplorazione subacquea, più un sistema di osservazione studiato ad hoc, in modo da rendere efficaci i rilievi acustici e ottici a determinate profondità.

Grazie ai campioni raccolti, gli scienziati potrebbero capire e affrontare meglio le questioni legate al modo in cui le comunità marine si sviluppano e a come queste vengono influenzate dall’attività antropica.

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