Annaffiare le piante a seconda della specie

Annaffiare le piante a seconda della specie

Fonte immagine: Sofiaworld via Shutterstock

Il fabbisogno d’acqua non è uguale per tutte le specie di piante: ecco come orientarsi e le linee guida generali per non commettere errori.

Fornire alle piante un corretto apporto d’acqua è fondamentale per garantirne salute e longevità. Ogni specie, tuttavia, ha necessità di cura e di annaffiatura differenti, pertanto oltre alle linee guida generali valide per qualsiasi tipologia di pianta è necessario conoscere bene la categoria di appartenenza di quella che si ha di fronte. Una quantità d’acqua troppo limitata o, al contrario, abbondante ed eccessiva rispetto alle esigenze della pianta, rischia infatti di provocare danni anche gravi ai quali non sempre è possibile porre rimedio.

Per determinare l’effettiva esigenza di idratazione di una pianta, oltre alla specie, entrano in gioco una serie di fattori: le condizioni ambientali tipiche del luogo di provenienza, la stagione in cui ci si trova, l’esposizione al sole, la tipologia di terreno o di supporto se si tratta di coltivazioni in vaso.

Piante xerofile e idrofile

Attrezzi giardinaggio annaffiatoio
Fonte: Foto di Alexas_Fotos da Pixabay

Volendo fare una prima distinzione generale, le piante xerofile sono quelle che vivono in ambienti caratterizzati da temperature elevate, clima arido e scarsissime precipitazioni. Queste condizioni permettono alle piante di sviluppare la capacità di adattarsi alla carenza di acqua e sopravvivere con poche irrigazioni: le piante grasse, ad esempio, appartengono a questa categoria ed è ben nota la scarsa necessità di idratazione.

Al contrario, le piante idrofile hanno notevoli necessità d’acqua tanto da adattarsi alla vita sommersa o galleggiante: la massima espressione di questo gruppo sono le piante acquatiche, caratterizzate da un fabbisogno idrico pressoché costante.

Linee guida generali

Rinvaso piante grasse

Appurato che ogni specie vegetale ha un differente fabbisogno d’acqua, è anche importante conoscere alcune regole generali che permettono di fornire idratazione alle piante in modo ottimale e senza commettere errori. Ecco le linee guida principali, relative alle tecniche di innaffiatura da sperimentare tenendo conto delle caratteristiche e del volume della pianta, alla tipologia di acqua da utilizzare, al momento della giornata da preferire:

  • utilizzare acqua del rubinetto o piovana, lasciandola riposare per alcune ore all’interno del contenitore prima di annaffiare;
  • annaffiare le piante o al mattino presto o nelle ore serali, in modo tale da evitare che l’acqua evapori troppo in fretta o che uno sbalzo di temperatura possa causare danni;
  • evitare di innaffiare le piante nel momento in cui è illuminata direttamente dal sole, in modo tale che da non causare danni alle foglie che potrebbero “bruciarsi”;
  • vaporizzare acqua demineralizzata sulla chioma qualora la temperatura fosse molto alta, in aggiunta all’annaffiatura standard.

Per quanto concerne la tecnica di annaffiatura, è importante avere sempre cura di verificare che il terreno sia asciutto prima di fornire l’acqua alla pianta: solo in questo modo è possibile tenere lontano il rischio di creare ristagni idrici nei sottovasi che possono aumentare il rischio di sviluppare il marciume radicale. Questa malattia, infatti, è causata dall’attacco di funghi e batteri che provocano il deperimento delle radici. È indispensabile verificare che l’acqua scoli attraverso i fori che sono presenti sul fondo del vaso, depositandosi all’interno del sottovaso che in fase di annaffiatura dovrà risultare pieno. Altrettanto utile, infine, è svuotare l’eventuale liquido in eccesso dopo alcune ore, sempre per evitare ristagni.

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