Animali, WWF: perso il 68% delle specie in 46 anni

Animali, WWF: perso il 68% delle specie in 46 anni

Fonte immagine: Unsplash

Animali, perso in 46 anni il 68% del patrimonio faunistico mondiale: è questa la triste evidenza emersa dal Living Planet Index compilato dal WWF.

Animali sempre più a rischio di estinzione. È quanto rivela il Living Planet Index di WWF, pronto a confermare come circa il 68% della fauna sia scomparso in poco meno di 46 anni. E il principale responsabile di questa ecatombe è l’uomo, a causa della distruzione degli habitat naturali, della caccia e dell’inquinamento.

Dal 1970 al 2016 il Pianeta ha perso ben due terzi della sua intera popolazione di animali selvatici. Molte delle specie coinvolte sono completamente scomparse, altre vedono un numero di rappresentarti davvero esiguo, forse non sufficiente per garantirne la riproduzione e il ripopolamento.

Il Living Planet Index viene pubblicato dal WWF ogni due anni e rappresenta una fotografia fedele dello stato di salute degli animali selvatici. L’indice viene compilato con la collaborazione della Zoological Society di Londra e, come spiega SKYTg24, prende a campione un numero davvero considerevole di esemplari. Sono infatti più di 4.000 le specie di vertebrati analizzati, in circa 21.000 popolazioni sparse per tutto il mondo.

La diminuzione della fauna mondiale è connessa alla sempre minore biodiversità che caratterizza la Terra, un vero e proprio “ecocidio” di cui il principale responsabile è l’uomo. La caccia indiscriminata, la modifica degli habitat naturali, l’urbanizzazione selvaggia e l’inquinamento: sono queste le ragioni che hanno modificato per sempre le condizioni di vita degli animali, conducendoli alla morte. Così ha spiegato Marco Lambertini, direttore di WWF:

Per 30 anni abbiamo visto la caduta accelerare e continua nella direzione sbagliata. Stiamo assistendo alla distruzione della natura da parte dell’umanità. In effetti, è un ecocidio.

Non è però tutto, poiché la perdita del patrimonio faunistico mondiale non ha effetti solo sugli animali, ma sugli ecosistemi nel loro complesso, compreso l’uomo. In particolare, vi sarebbe una precisa relazione tra scomparsa di specie e habitat e comparsa di pandemie. Lo spillover di virus provenienti dagli animali, come accaduto per il recente coronavirus, potrebbe perciò risultare sempre più frequente: un grave problema sanitario che minaccia la sopravvivenza dello stesso genere umano.

Fonte: SkyTG24

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