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Animali: traffico di milioni di esemplari dall’Amazzonia

Animali: traffico di milioni di esemplari dall’Amazzonia

Fonte immagine: Kurga via iStock

Milioni di animali vengono sottratti ogni anno dalle foreste dell'Amazzonia, per alimentare il mercato asiatico: è quanto rivela un nuovo report.

Milioni di animali in Amazzonia rimangono vittime del traffico internazionale di specie selvatiche, un trend che cresce di anno in anno. È questa la preoccupante fotografia che proviene da un report, pubblicato da Freeland Brasil e Traffic, organizzazioni da sempre impegnate nel combattere il commercio di esemplari protetti. E con la recente pandemia da coronavirus, emerge ancora più prepotentemente la necessità di effettuare maggiori controlli, per evitare nuove zoonosi.

L’IBAMA – l’Istituto brasiliano dell’ambiente e delle risorse naturali – nel 2018 ha ricevuto 72.000 segnalazioni di specie protette sottratte alle foreste amazzoniche del Brasile. Ma il numero è fortemente sottodimensionato, poiché le capacità di controllo da parte delle autorità sono ridotte e i cacciatori di frodo percepiscono un “esteso senso di impunità”. Così spiega il report:

I trafficanti percepiscono un senso di impunità poiché la legislazione esistente non considera il commercio di specie selvatiche come un grave reato, con pene che non fungono da disincentivo.

Sono moltissime le specie che finiscono nelle grinfie dei malintenzionati. Le uova di tartaruga e il pesce arapaima vedono una grandissima richiesta sia consumatori asiatici che dagli acquari cinesi. Pelli e ossa di giaguaro subiscono invece una forte domanda per la medicina tradizionale cinese, mentre il fringuello zafferano trova spazio come animale domestico. Le varietà di animali sottratte dai loro habitat naturali potrebbero essere molte di più, considerando come l’Amazzonia ospiti ben 117.000 specie animali e 46.000 piante diverse.

Traffico di animali: il caso dei serpenti

Non è però tutto, poiché il traffico avviene anche nella direzione opposta. I giovani brasiliani sono sempre più attratti da serpenti esotici, acquistati illegalmente sul Web. Di recente, un giovane studente di veterinaria è stato portato d’urgenza in ospedale dopo essere stato morto da un cobra monocolo: l’episodio ha permesso di identificare altri 32 rettili posseduti illegalmente. Molti di questi rettili vengono poi abbandonati in natura, poiché i proprietari non sono in grado di occuparsene, minacciando così la biodiversità locale.

Così ha spiegato Dener Giovanini, coordinatore generale della ONG brasiliana Renctas:

Il Brasile è sempre stato un fornitore di animali selvatici per il mercato illegale, data la sua diversità biologica. Ma ora il Brasile sta diventando uno dei più grandi importatori di animali selvatici, in particolare serpenti velenosi.

Fonte: Guardian

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