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Animali: perderanno 1/4 degli habitat entro fine secolo

Animali: perderanno 1/4 degli habitat entro fine secolo

Fonte immagine: Pixabay

Gli animali rischiano di perdere oltre un quarto dei loro habitat naturali entro la fine del secolo: è quanto rivela un nuovo studio.

Gli animali potrebbero perdere almeno un quarto dei loro habitat entro la fine del secolo. È questo l’allarmante preoccupazione che emerge da una stima dell’Università di Cambridge, nell’analizzare gli effetti del cambiamento climatico sui luoghi naturali dove vivono la gran parte delle specie selvatiche.

Il 2100 potrebbe rappresentare uno scenario davvero drammatico per la biodiversità a livello mondiale, se non verranno intraprese specifiche misure per limitare gli effetti dell’inquinamento e del surriscaldamento globale.

Animali e habitat: corsa contro il tempo

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communication e ha analizzato le condizioni di vita di moltissime specie animali. In particolare, i ricercatori si sono concentrati sulla perdita di habitat e sull’estinzione di esemplari dal 1700 a oggi, ovvero dalla Rivoluzione Industriale. Dopodiché, hanno stimato le ulteriori perdite che potrebbero verificarsi da qui alla fine del secolo.

Per giungere a una previsione attendibile, gli esperti hanno analizzato ben 16 differenti scenari, sia dal punto di vista climatico che socio-economico. È quindi emerso come dal 1700 al 2020 si sia perso ben il 18% di tutti gli habitat naturali, una cifra che potrebbe abbondantemente superare il 23% entro il 2100. Ancora, sempre fino al 2020 circa il 16% delle specie hanno perso più del 50% dei loro habitat, a cui si potrebbe aggiungere un altro 10% entro il 2100.

Molti di questi animali rischiano quindi di morire per la difficoltà d’accesso a fonti alimentari e climi consoni alla loro esistenza: il loro salvataggio è pertanto una vera e propria corsa contro il tempo.

Come cambierà il Pianeta

I cambiamenti climatici porteranno a una modifica profonda del Pianeta, almeno così come lo si conosce oggi. Le aree tropicali saranno probabilmente le più colpite, poiché portatrici della maggiore biodiversità: se si modificano gli habitat di queste aree, viene coinvolto un numero enormemente maggiore di specie animali rispetto ad altri luoghi sulla Terra.

In Amazzonia e nelle foreste del Sudamerica, ad esempio, la copertura delle foreste potrebbe rapidamente scomparire per lasciare spazio ad aree desertiche, molto più simili alla savana africana. Moltissime specie che oggi abitano questi luoghi non riusciranno pertanto a sopravvivere, sia per la perdita della protezione che assicura la foresta, che per la scomparsa di un ambiente sufficientemente umido. Migliaia di mammiferi e uccelli rischiano quindi di sparire per sempre, per far spazio a rettili e anfibi, maggiormente adattabili alle zone più aride del Pianeta.

Fonte: BusinessInsider

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